Al Festival della Valle d’Itria a Martina Franca si sta svolgendo la prima rappresentazione in più di tre secoli dell’opera Il schiavo di sua moglie, una commedia musicale del Seicento scritta dal napoletano Francesco Provenzale. La produzione è stata presentata per la prima volta il 24 luglio e ha suscitato grande interesse tra i frequentatori della rassegna.
Il ‘mondo al contrario’ di Francesco Provenzale
L’opera racconta una storia che si svolge nel regno delle Amazzoni, dove le donne detengono il potere e gli uomini sono soggetti. La rappresentazione mescola eroiche passioni d’amore con situazioni umoristiche.
Regia e direzione musicale di spicco
La produzione è stata diretta da Rita Cosentino e ha beneficiato della regia musicale di Antonio Florio. La musica, eseguita dalla Cappella Neapolitana guidata da Florio, si distingue per la sua varietà e ricchezza di sfumature, ispirandosi a compositori come Monteverdi.
Un elenco di ruoli memorabili
Il cast è composto da giovani talenti provenienti dall’Accademia di Belcanto «Rodolfo Celletti» di Martina Franca. Tra i protagonisti spiccano Liliana Zolotoukhina nel ruolo di Menalippa e Valerio Ilardo come Sciarra, il giardiniere.
Scena dopo scena: l’attraversamento del tempo
Il plot dell’opera si svolge in un mondo al contrario dove le donne regnano su uomini impotenti. Nel corso della storia, Leucippo – marito di Menalippa – si traveste da guerriero e poi da schiavo turco per riconquistare la sua consorte. La commistione tra tono eroico-patetico e ilarità è un elemento centrale che rende l’esperienza spettacolare.
Il fascino del dialetto napoletano
L’opera incorpora arie dolenti, canzoni popolari e dialoghi in dialetto napoletano. Questi elementi riflettono la ricca tradizione musicale della città di Napoli dell’epoca.
La riscoperta di Francesco Provenzale
Antonio Florio è uno dei principali riscopritori delle opere di Francesco Provenzale. La sua guida alla Cappella Neapolitana ha permesso di rendere omaggio al compositore e di portare le sue creazioni a nuova vita.
Un’esperienza musicale unica
L’opera presenta scene brevi, ritmi cambiati con frequenza e forme fluide in dissolvenza. I giochi strumentali sono tra i punti salienti della produzione, come gli accenni al tocco bucolico dei flauti.
Riscontri positivi del pubblico
La prima rappresentazione ha ricevuto riscontri molto positivi dal pubblico. Le interpretazioni delle giovani voci hanno contribuito a creare un’atmosfera di meraviglia e stupore tra i spettatori.
La riscoperta dell’opera Il schiavo di sua moglie offre una visione affascinante del teatro musicale italiano del Seicento. La produzione al Festival della Valle d’Itria non solo è un evento culturale importante, ma anche un ponte tra passato e presente che permette ai moderni spettatori di immergersi in un universo letterario e musicale profondamente radicato nella storia italiana.


