Niki Savva: la chiesa liberale è crollata e Albanese non può ripetere il 2025

Di Cesare Borgia ·3 min di lettura

Il Partito liberale australiano fatica ancora a fare i conti con la sconfitta del 2025, mentre il primo ministro Anthony Albanese rischia di adagiarsi su quel successo.

Nel 2025 aveva capito presto che Peter Dutton avrebbe perso, anche se non si aspettava una sconfitta così pesante. Savva richiama uno studio di Andrew Charlton e Lachlan Harris sui risultati elettorali dalla federazione in poi: quando il voto agli indipendenti supera il 25%, il sistema bipartitico subisce scosse profonde. L’ultima volta è accaduto all’inizio degli anni Quaranta, quando lo United Australia Party si frantumò e Robert Menzies fondò il Partito liberale.

Da allora, sostiene la giornalista, tutto le ha dato ragione, a partire dall’ascesa di One Nation. La coalizione tra liberali e nazionali si è divisa e poi si è affrettata a ricomporsi, invece di prendersi del tempo per decidere da che parte stare sui grandi temi del Paese. "Non l’hanno mai fatto. Non l’hanno ancora fatto", osserva.

"La chiesa è crollata", dice Savva a proposito dell’idea dei liberali come partito ampio. I moderati rimasti sono pochi e la loro voce è diventata irrilevante, come si è visto nel dibattito sull’obiettivo di zero emissioni nette: "Nominatemi un liberale che si sia alzato a dire: ‘No, dobbiamo restare su questa linea, altrimenti ci stiamo uccidendo’. Nessuno". Il leader del partito, Angus Taylor, in quella che Savva definisce un’apparizione sconsiderata alla conferenza CPAC, ha dichiarato: "Siamo un partito di destra".

L’intervista si è svolta dopo l’attacco contro la deputata Helen Haines, che Savva chiama un’atrocità e spera possa riportare le persone alla ragione. Ricorda la vignetta di One Nation che derideva i gravi problemi di salute di Jacqui Lambie e l’accusa di tradimento rivolta ad Andrew Hastie, senza scuse da parte di Pauline Hanson. "Cose del genere non nascono dal nulla", afferma, ricordando che il capo dell’ASIO, Mike Burgess, e il primo ministro hanno più volte chiesto di abbassare i toni.

Su Albanese il giudizio è netto. Il primo ministro si sarebbe convinto che la posizione dei laburisti dipenda dal suo "genio", che per Savva è solo una piccola parte della storia. "Viviamo in un mondo molto diverso da quello del 2025", dice, e serve un cambiamento, "forse anche nella leadership".

Savva, che ha lavorato per il ministro del Tesoro liberale Peter Costello, giudica però ingiuste molte critiche al ministro del Tesoro Jim Chalmers. Sostituirlo sarebbe un grave errore: "La risposta è che lo stesso Albanese faccia meglio, e che anche Jim Chalmers faccia meglio".

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