JL Partners al centro dell’accusa di mancanza di trasparenza

Di Cesare Borgia ·5 min di lettura
Punti chiave

Il polling industry britannico è sotto attacco dopo un recente scandalo che ha coinvolto la compagnia JL Partners e due ex responsabili del partito Reform UK. Il caso, scoperto grazie a una inchiesta condotta da giornalisti travestiti da benefattori americani ricchi, evidenzia come alcune ricerche di opinione pubblica siano state finanziate senza che fosse chiaro chi ne fosse l’artefice.

Il caso JL Partners

La controversia riguarda sondaggi realizzati da JL Partners, una società d’influenza nel panorama britannico fondata sette anni fa dallo stratega politico James Johnson, ex consigliere di Theresa May durante il suo mandato come premier. Secondo le rivelazioni, questi studi non hanno mai fatto menzione del finanziamento che li ha resi possibili.

Riscontri in altre aziende

Le accuse contro JL Partners non sono isolate. Anche altri importanti istituti di sondaggio britannici hanno commesso simili mancanze, secondo affermazioni di ex dipendenti e clienti della compagnia. La British Polling Council, ente di vigilanza dell’industria dei sondaggi, ha specificato che le ricerche pubblicate devono sempre indicare chi l’ha commissionata, con dettagli sulle date, metodologia e campioni utilizzati.

Risposte scarse

JL Partners non ha fornito risposte su questi nuovi piani accusatori. In una precedente dichiarazione a Channel 4 News, la società aveva ammesso di avere "deboli nella gestione dei processi", pur affermando che i risultati delle ricerche erano accurati.

Investigazioni in corso

Il caso è ora sotto inchiesta della Met Police, mentre il partito Reform UK nega qualsiasi comportamento scorretto. Nel frattempo, la British Polling Council ha dichiarato che ci sono stati "violazioni chiare" delle sue norme e sta cercando ulteriori informazioni dal membro coinvolto.

Sondaggi nei Tory leadership races

Il scandalo non riguarda solo le ricerche per il partito Reform UK, ma anche quelli condotti durante le elezioni interne del Partito Conservatore. JL Partners ha realizzato indagini interne per i candidati Rishi Sunak e Tom Tugendhat nelle loro rispettive campagne per la leadership del partito nel 2022 e 2024. Questi sondaggi hanno prodotto risultati positivi che sono stati successivamente diffusi dai media senza specificare il finanziatore.

Riscontri nei principali media britannici

Inoltre, i sondaggi realizzati da JL Partners durante le campagne di Sunak e Tugendhat non hanno menzionato chi li aveva commissionati. Ad esempio, un sondaggio del 2022 pubblicato dal Telegraph ha mostrato Rishi Sunak come il preferito tra gli elettori conservatori per la carica di primo ministro, ma senza indicare chi ne fosse l’artefice. Un altro sondaggio del 2024 rilasciato dalla Daily Express ha menzionato Johnson, affermando che era "un buon sondaggio per Suella Braverman e Tom Tugendhat", senza fare menzione del finanziamento.

Dichiarazioni controversie di media

Un programma radiofonico della BBC Radio 5Live ha concentrato l’attenzione su un focus group con risultati positivi per Tugendhat, senza chiarire se il sondaggio fosse stato finanziato da terzi. Dominic Cummings, ex capo dello staff del premier Boris Johnson, aveva criticato la mancanza di trasparenza delle agenzie di sondaggi in quel contesto.

Altre violazioni

Politico ha scoperto diversi altri esempi di ricerche non dichiarate da parte di altre società di polling. James Johnson, fondatore e direttore di JL Partners, ha scritto articoli su giornali come il Telegraph dove menzionava sondaggi senza specificare chi li aveva commissionati.

Opinium: caso recente

Un sondaggio rilasciato da Guido Fawkes in nome del candidato per la carica di sindaco di Londra Festus Akinbusoye ha omesso di menzionare il finanziamento. Questa informazione è stata inclusa successivamente nell’articolo dell’Evening Standard, ma Opinium ha affermato che tale omissione era dovuta ad un errore amministrativo.

Savanta e il caso dei Liberal Democrats

Anche la società Savanta è stata coinvolta in un episodio simile nel gennaio 2023, quando ha condotto una rilevazione commissionata dai Democratici Liberali per sapere chi fosse responsabile delle difficoltà del paese. I risultati sono stati resi noti a Observer senza che la società di sondaggi menzionasse chi l’aveva pagato.

Chiamate alla trasparenza

Gruppi come Spotlight on Corruption stanno chiedendo un aumento della supervisione sull’industria dei sondaggi. Tim Picton, rappresentante del gruppo, ha sottolineato che questi casi indicano una questione più ampia e richiedono indagini approfondite dalla British Polling Council per verificare se ci sia una cultura generale di mancanza di trasparenza tra le agenzie di sondaggi e i partiti politici.

Conclusioni e prospettive

La crisi attuale nel mondo dei sondaggi britannico mette in luce la necessità di un maggiore controllo e trasparenza. La British Polling Council sta ora esaminando questi casi per stabilire se ci sia un problema sistematico nell’industria, che va oltre le azioni individuali delle singole agenzie di sondaggio.

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