Borse europee in crisi dopo le minacce di Trump su Groenlandia e dazi

Il mercato azionario europeo ha subito una forte pressione negativa martedì, a seguito delle recenti dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Le sue minaccie di applicare dazi al 10% sui Paesi che si oppongono ai piani americani per assumere il controllo della Groenlandia hanno causato un netto calo nelle principali borse europee.

Impatto sulle borse

La reazione immediata è stata una contrazione generale dei mercati azionari, con tutti gli indici del Vecchio Continente che subirono perdite significative. A Milano il Ftse Mib ha perso l’1,32% a 45.195 punti, mentre a Parigi il Cac40 è calato dell’1,78%. Francoforte non si è salvata: il Dax ha registrato una diminuzione del 1,2%, sebbene Londra abbia mostrato un minor impatto con la perdita di soli -0,44%.

Settori in crisi e beneficiari

I settori più colpiti sono stati quelli automobilistico e lusso. Viceversa, il settore della Difesa ha visto un incremento delle sue quote in seguito all’inasprirsi della situazione geopolitica.

Dettagli sulle minacce di Trump

Sabato scorso, Trump ha annunciato la sua intenzione di imporre dazi del 10% a diversi Paesi europei che hanno inviato truppe in Groenlandia per contrapporsi ai piani americani. Tra i possibili obiettivi figurano Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito e Finlandia.

Queste minacce sono state definite “inaccettabili” dai leader europei che stanno valutando la possibilità di rispondere con contro-dazi. Si parla di un pacchetto potenziale da 93 miliardi di euro in misure sospese.

Reazioni sul mercato delle materie prime e delle valute

In questo scenario, anche le materie prime hanno registrato variazioni significative:
– Oro: ha continuato a consolidare i suoi record con un rialzo del 1,7% a 4.672 dollari l’oncia.
– Argento: è salito oltre i 92 dollari (+5%).

Sul fronte delle valute il dollaro ha subito una lieve riduzione rispetto all’euro (a 1,164 euro), mentre si mantiene stabile nei confronti del yen.

Settore energetico

Il petrolio è tornato a recuperare terreno con il WTI per marzo a 59,3 dollari al barile e il Brent di pari scadenza a 64 dollari. Il gas naturale ad Amsterdam ha subito un calo del 4,8% a quota 35 euro al megawattora.

Conclusione

La situazione geopolitica internazionale continua a influenzare significativamente i mercati finanziari europei. Le minacce di Trump sulle tariffe e la sua insistenza su Groenlandia hanno scatenato una reazione negativa nei settori economici più sensibili, evidenziando l’importanza della stabilità geopolitica per il benessere dei mercati.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *