Dai profili falsi sui social, con largo uso di bot e troll, alle piazze. Sulla rete si è saldata un’intesa fra sovranisti e ultrà, pronti a confrontarsi oggi e domani con antagonisti, anche anarchici, e «maranza». È il quadro che emerge alla vigilia delle nuove manifestazioni, mentre il ministro della Difesa Guido Crosetto precisa di non aver mai parlato di ingerenze russe.
Da giorni è in corso uno scontro online a colpi di chat e video, con produzioni realizzate con l’intelligenza artificiale che mostrano scenari catastrofici, accompagnate da insulti reciproci. I leader, almeno presunti, della protesta non si mostrano e in molti casi non saranno presenti. Il rapper e influencer Babydr4co, animatore del movimento «Italia in piazza», ripete dalla pagina Telegram del Fronte rivoluzionario italiano di non volere alcun atto violento durante le sue iniziative, come quella al Circo Massimo di sette giorni fa. Ora promuove in chat quelle a sostegno degli autotrasportatori.
Quello che accade è affidato a piccoli gruppi autonomi e all’emulazione della guerriglia milanese. Il «Movimento 17 ottobre», anima dell’agitazione attuale, ieri si è rivolto a ogni «gruppo spontaneo o semplice gruppo di amici: ritrovatevi prima, decidete insieme come muovervi e non andate da soli», perché «una piazza che si muove, si incontra e si ricompone è una piazza che pensa, discute e cresce politicamente». Preoccupano invece gli assembramenti improvvisati, imprevedibili e per ora incontenibili, legati al passaparola sulle chat per andare a distruggere più negozi possibile.
Dai social emerge che le due frange potrebbero fondersi. Sul fronte opposto c’è l’ultradestra, pronta a scendere in campo per salvare le città dalla devastazione, con il rischio di impegnare le forze dell’ordine su due fronti. A Crema è stata scoperta una chat squadrista per pestare i «maranza», con dieci minorenni denunciati. A Pescara ci sono altri tre indagati, che volevano attaccare le forze dell’ordine. A Bari è stato fermato un altro gruppo.
Resta da capire se esista una strategia precisa e chi ci sia dietro. Parlando con i suoi collaboratori, Crosetto ha ribadito di non aver mai attribuito alla Russia la responsabilità delle piazze, ma di aver parlato di «guerra ibrida, e in particolare quella cognitiva, che mira a influenzare le percezioni, orientare il sentiment e condizionare il modo in cui le persone interpretano la realtà». Due piani diversi, «che qualcuno ha deliberatamente o superficialmente sovrapposto».
Per il ministro il vero rischio è un altro: «Se lasciamo che siano altri a costruire e consolidare narrazioni distorte, senza intervenire tempestivamente per ristabilire i fatti, finiamo per subirne le conseguenze: i nostri avversari non hanno bisogno di inventare sempre qualcosa. Spesso è sufficiente che riescano a imporre una lettura sbagliata della realtà. E noi non possiamo continuare a consentirlo».


