Disordini a Milano, il sindaco Sala apre ai militari e chiede un piano per l’adolescenza

Di Vincenzo Ottoboni ·3 min di lettura

Il sindaco di Milano, Sala, non si oppone all’arrivo di un contingente di militari in città dopo i disordini dello scorso fine settimana. In un’intervista al Corriere Milano pubblicata il 23 ottobre 2026, ha detto che in quei giorni il numero degli agenti in campo «non era a mio giudizio sufficiente».

Il sindaco ha definito «saggia» la presa di posizione del presidente Mattarella, che secondo lui ha permesso di elaborare «un dispositivo pienamente democratico», in cui le forze dell’ordine restano al centro dei controlli. «Possiamo discutere se i militari siano la risposta più adatta, ma io sono un pragmatico e dico: c’è un’alternativa?», ha aggiunto. Ha precisato che si tratta di una misura temporanea e che, a quanto gli risulta, il decreto prevede tre mesi.

Sala ha chiesto di non confondere i disordini con le proteste degli studenti, che «ci sono sempre state, magari con toni accesi, ma senza violenza». Ha poi riferito che tra i ragazzi fermati nel fine settimana solo il 20% è di Milano, una città che con le sue «vetrine sfavillanti» fa da calamita.

Secondo il sindaco la forbice socioeconomica si sta allargando e l’ascensore sociale si è bloccato. Ha parlato di ragazzi convinti che il patto sociale si sia rotto e di periferie «più virtuali che fisiche». Ha poi attaccato le piattaforme digitali: «I social media stanno rovinando una generazione». E ancora: «Non è pensabile che Zuckerberg e soci non rispondano di nulla».

Tra le proposte per la città indica più spazi di aggregazione, più educatori e un Ufficio Giovani, che «forse oggi diventa necessario, come lo fu nel periodo dell’avanzata delle tossicodipendenze». Chiede anche di rafforzare l’inclusione dei ragazzi di origine straniera. Al terzo settore, finora concentrato sulla povertà economica, domanda di occuparsi sempre di più di quella educativa.

Duro il giudizio sul governo. A quattro anni dal suo insediamento, ha detto, non ha mai avuto con lui un confronto approfondito, nonostante lo abbia chiesto più volte. Ha ricordato che in Francia il primo ministro ha ricevuto i sindaci di Parigi, Marsiglia e Lione dopo le manifestazioni violente: «Evidentemente noi sindaci italiani siamo meno stimati». Servono investimenti, sostiene, e propone un piano nazionale per l’adolescenza costruito insieme alle città.

Sulla campagna elettorale imminente, Sala ha rivolto un avvertimento al proprio schieramento: se la sinistra afferma che la sicurezza non va lasciata alla destra e poi non affronta le situazioni di insicurezza, «commette un errore. Un errore che può avere conseguenze al momento del voto».

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