Il film «Scusate il ritardo», diretto da Massimo Troisi nel 1983, è tornato in televisione mercoledì 29 luglio alle 14:55 su Cine34. Nel suo secondo lungometraggio dopo «Ricomincio da tre» (1981), Troisi racconta la vicenda di Vincenzo, un disoccupato napoletano interpretato dallo stesso regista, e il rapporto d’amore con Anna.
Massimo Troisi: regista e interprete
Massimo Troisi era non solo un attore, ma anche un regista talentuoso. «Scusate il ritardo» è stato il suo secondo lungometraggio dopo l’esordio con «Ricomincio da tre». Nato a San Giorgio a Cremano, Troisi è scomparso nel 1994, ma continua ad essere ricordato per le sue interpretazioni e la sua capacità di raccontare storie reali.
La storia d’amore tra Vincenzo e Anna
Il film segue Vincenzo, un uomo disoccupato che cerca di far fronte alla vita quotidiana con il sostegno dell’amica Anna. La loro relazione affonda le radici nella povertà e nell’insicurezza tipiche del Napoli degli anni ’80. L’attrice Giuliana De Sio dà vita ad Anna, un personaggio tenace e determinato.
I ruoli secondari: Tonino e Rita
Nel cast troviamo anche Lello Arena come Tonino, l’amico di Vincenzo tormentato da pene d’amore, e Anna Pavignano nella parte della fidanzata di Tonino, Rita. Questi personaggi aggiungono strati supplementari alla narrazione, creando una trama ricca e coinvolgente.
Successo al botteghino
«Scusate il ritardo» ha ottenuto un notevole successo di pubblico e critica. Il film ha incassato 3 miliardi e mezzo di lire, una cifra significativa per l’epoca. Troisi si è anche aggiudicato diversi premi: la Maschera d’Argento, il Premio UBU e il Biglietto d’oro per l’incasso della stagione 1982-1983.
Inserimenti culturali
Una delle scene più famose del film è quella in cui Anna cerca di far parlare Vincenzo, che risponde solo con «anche a me». In quel momento accende la radio e si sente annunciare una notizia di calcio: il Cesena è passato in vantaggio sul Napoli. Questa scena riflette la presenza del programma Rai «Tutto il calcio minuto per minuto», un’icona della cultura popolare italiana.
La storia d’amore tra Troisi e Pavignano
Anna Pavignano, sceneggiatrice e storica collaboratrice di Massimo Troisi, ha avuto una relazione sentimentale durata decenni con il regista. Anche dopo la rottura, i due hanno continuato a lavorare insieme, scrivendo sceneggiature come «Ricomincio da tre», «Le vie del Signore sono finite» e «Pensavo fosse amore… invece era un calesse». La loro collaborazione artistica è rimasta indissolubile.
Lello Arena: senza barba per il personaggio di Tonino
Lello Arena, noto per la sua barba, ha accettato di depilarsi completamente per interpretare il personaggio di Tonino nel film. Questa decisione è stata presa su richiesta diretta di Troisi.
Luoghi e contesti storici
Il film si svolge in vari luoghi di Napoli, tra cui le scale della via Andrea Mariconda a Chiaia. Nel 2016, queste scale sono state ufficialmente intitolate a Troisi per onorare la sua memoria e il suo contributo alla cultura napoletana.
Momenti drammatici durante le riprese
Giuliana De Sio ricorda una circostanza particolare che ha avuto luogo durante le riprese del film. La notizia della morte del regista Elio Petri, compagno di Giuliana, è arrivata proprio mentre si stava girando «Scusate il ritardo». Troisi, consapevole dello stato di salute dell’amico, ha deciso comunque di coinvolgere De Sio nel progetto.
La scena finale: una dichiarazione d’amore
Le ultime scene del film hanno un significato particolare per Giuliana De Sio. In esse si parla della possibilità di abbandonare l’uomo amato, ma alla fine ci si decide a restare insieme. Questa scena riflette la complessità emotiva vissuta dalla De Sio durante le riprese.
Trama e significati simbolici
Le vicende rappresentate nel film non sono solo una storia d’amore tra Vincenzo e Anna, ma anche un’interpretazione dei tempi difficili della società italiana degli anni ’80. Il titolo stesso «Scusate il ritardo» fa riferimento ai diversi tempi dell’amore e all’intervallo di tempo tra i due film di Troisi.
Situazioni reali ispirano la narrazione
La scena in cui Alfredo regala una maglia al fratello Vincenzo è un esempio di come Troisi abbia trasformato situazioni della vita reale nella sua arte. Il regista ha raccontato una storia basata su esperienze personali e sulle relazioni familiari.
Conclusione: un film che resta nel cuore dei napoletani
«Scusate il ritardo» è diventato uno dei classici del cinema italiano, amato dai napoletani per la sua capacità di raccontare le storie quotidiane con sincerità e umorismo. Il film continua a essere un punto di riferimento culturale significativo anche dopo tanti anni.