Lucio Corsi torna con un nuovo singolo, «Napoleone Buonanotte», in uscita venerdì 30 ottobre. Il brano anticipa un album che non ha ancora una forma né un nome, perché, spiega il cantautore, «serve tempo per un disco». In arrivo ci sono anche tre concerti nei palazzetti, i primi della sua carriera: il 27 novembre a Firenze, il 5 dicembre a Roma e l’11 dicembre a Milano-Assago.
Corsi presenta la canzone nel suo nuovo studio di registrazione a Milano, in zona Città Studi. Negli anni Settanta era la tana di un jazzista; la scorsa primavera lo ha rilevato insieme al suo storico collaboratore Tommaso Ottomano. «Lo abbiamo lasciato com’era», racconta.
Dopo la rivelazione al Festival di Sanremo 2025, Corsi dice di aver protetto il proprio «spazio sacro». «Intorno a me ho avuto persone che comprendono le dinamiche di cui ho bisogno al di là del doversi far vedere per forza o del fare un brano per le radio», afferma. «Non riuscirei a stare a quel gioco e non ho paura che qualcuno fermandomi per strada mi possa chiedere "ma dove sei sparito?"».
In questi giorni il cantautore suona con i suoi otto musicisti in alcuni bar: «Sono prove aperte e servono per arrivare rodati ai tre show». Nelle scalette potrebbe comparire anche un inedito, come «Figurati un po’», che racconta la vita di un certo Charlie dalla nascita alla morte. Sulla copertina del singolo, sotto il cappello napoleonico, torna il trucco bianco: «Prepararsi così prima di uno show serve per entrare nella dimensione giusta».
Corsi rivendica la dimensione fiabesca delle sue canzoni: «Sul foglio bianco io ribalto il mondo e mi innervosiscono le canzoni che descrivono solo quello che accade fuori dalla finestra». Sulle recenti manifestazioni di piazza dice che la violenza va condannata, ma che deve esserci attenzione per i ragazzi scesi in piazza in modo pacifico. «Le proteste pacifiche sono una speranza per il futuro».

