Harry Kane ha vinto il Pallone d’oro, ma il giurato italiano del premio, Paolo Condò, aveva messo Kylian Mbappé in cima alla sua scheda. Lo ha spiegato lui stesso in un commento sul Corriere della Sera del 26 ottobre 2026, in cui ha reso noti il suo podio e gli altri voti.
Condò definisce Kane uno "splendido attaccante a 360 gradi". Secondo il giurato, nell’"urna più incerta di sempre" l’inglese ha verosimilmente goduto anche dell’effetto «alla carriera», legato ai suoi 33 anni. Anche lui, scrive, "in assenza di un candidato indiscutibile" ha fatto le sue scelte "pensando al di là della singola stagione".
Mettendo Mbappé al primo posto, Condò ha voluto esorcizzare la prospettiva che un simile fuoriclasse si ritiri senza aver vinto il premio. Il francese ha 27 anni e gioca nel Real Madrid: sulla carta le sue possibilità restano intatte almeno fino al 2032. Il giurato avverte però la sensazione che il diciannovenne Lamine Yamal comincerà presto a vincerne in serie, conteso semmai da un altro francese, Michael Olise, 24 anni.
Per questo Condò ha privilegiato il primo criterio richiesto alla giuria, le prestazioni individuali. Kane ha segnato anche di più, osserva il giurato, ma nei due tornei in cui i due si sono misurati ha prevalso il francese.
La scheda di France Football chiede di votare dieci giocatori. "I giocatori privi di una Nazionale alla loro altezza possono vincere il Pallone d’oro solo negli anni dispari", scrive.


