Per il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, le recenti violenze non nascono dalla povertà. «All’origine di queste violenze non ci sono le difficoltà economiche.
Il ministro cita le chat dei giovani e la devastazione di negozi di abiti e oggetti griffati, in cui vede «l’espressione di un degrado morale e culturale forte». La responsabilità, secondo Valditara, ricade sulle famiglie: «Chi in famiglia ha acquisito valori solidi non spacca, non ruba».
E aggiunge che se i genitori sono assenti o «non conoscono la nostra lingua e cultura, i risultati negativi si vedono». All’obiezione che non si tratta solo di stranieri, risponde che il fatto che la maggioranza lo sia e appartenga «a una determinata area culturale dovrebbe farci riflettere».
Valditara insiste sulla legalità: «Va repressa anche l’illegalità minore che poi porta a certi comportamenti». Come esempio indica l’ex sindaco di New York Rudolph Giuliani e la sua «teoria delle finestre rotte», con la tolleranza zero che fece crollare la microcriminalità. Chiede anche una cittadinanza attiva: chi mette i piedi sul sedile di un autobus o importuna una donna deve essere ripreso dagli altri.
Alla scuola il ministro assegna il compito di «educare al rispetto, alle relazioni corrette, all’empatia, al contrasto di ogni forma di violenza», principi che il governo ha inserito per la prima volta nei programmi come obiettivi obbligatori. La scuola, aggiunge, deve insegnare anche «i valori occidentali nati ad Atene, Roma e Gerusalemme». Poi c’è la lingua: citando uno studio Ocse, Valditara spiega che se i genitori non conoscono l’italiano e si disinteressano dei figli, crescono gli abbandoni scolastici. «E poi ti ritrovi i maranza».
Sui social, definiti «un grandissimo problema», ricorda che negli episodi recenti di accoltellamento di docenti l’aggressore era in diretta o filmava la violenza. «Per questo i genitori devono essere le prime sentinelle».
Il ministro attacca infine chi a sinistra sostiene che il governo abbia tolto fondi alla scuola per spenderli in armi, parlando di «una menzogna doppia». Le risorse per la difesa, spiega, sono state autorizzate dall’Ue in deroga al patto di stabilità e non possono essere usate per altro. Per l’edilizia scolastica, dal governo Monti a quello Draghi si sono spesi 6 miliardi in 11 anni, mentre il governo Meloni ne ha investiti oltre 5 in quattro anni, oltre ai 10 miliardi del Pnrr spesi dal 2022.
Secondo Valditara, i «cattivi maestri» sono soprattutto quelli che continuano «a delegittimare l’autorità, a sminuire il principio di responsabilità individuale, a parlare solo di diritti e mai di doveri».


