Strage di Castel d’Azzano, i tre comandanti dei carabinieri indagati per omicidio colposo

Di Vincenzo Ottoboni ·2 min di lettura
Un berretto da carabiniere e un martelletto di giudice su un tavolo, davanti a una colonna di tribunale stilizzata.

La procura di Verona ha iscritto nel registro degli indagati i tre comandanti locali dei carabinieri responsabili dell’operazione di sgombero del casolare dei fratelli Ramponi a Castel d’Azzano, nel Veronese. L’ipotesi di reato è concorso in omicidio colposo plurimo. L’intervento, nel 2025, finì in tragedia con la morte di tre militari dell’Arma.

Gli indagati sono il colonnello Claudio Papagno, comandante provinciale dell’Arma, il tenente colonnello Antonio Sframeli, all’epoca comandante del reparto operativo di Verona, e il capitano Vincenzo Spataro, comandante della Compagnia di Villafranca. La novità è emersa venerdì mattina a Venezia, durante la prima udienza del procedimento disciplinare a loro carico, su cui indaga la procura generale.

L’udienza si è svolta a Palazzo Grimani, sede della Corte d’Appello. L’avvocato Gianfranco Ceoletta, che difende i tre ufficiali, ha chiesto ufficialmente di sospendere la procedura disciplinare perché i suoi assistiti «sono già indagati» a Verona. Alla richiesta si sono opposti la procuratrice generale Paola Tonini e l’avvocato generale Nicola Proto. «Percorsi paralleli che non si sovrappongono», è la tesi dell’accusa.

La difesa ha inoltre depositato un corposo memoriale con allegati, e l’accusa ha chiesto tempo per esaminarlo. Il presidente del collegio, Lorenzo Miazzi, scioglierà la riserva il 15 gennaio.

L’operazione avrebbe dovuto portare allo sfratto di Maria Luisa, Dino e Franco Ramponi dal loro casolare e alla rimozione di eventuale materiale esplosivo. I fratelli invece fecero esplodere l’edificio. Nella deflagrazione morirono il carabiniere scelto Davide Bernardello, 36 anni, il brigadiere capo Valerio Daprà, 56 anni, e il luogotenente con carica speciale Marco Piffari, 56 anni. La famiglia di Piffari ha presentato un esposto in cui accusa i tre comandanti di negligenza.

A Verona, intanto, il 18 novembre è in programma la seconda udienza del processo ai fratelli Ramponi, accusati di strage. Dopo l’iscrizione nel registro degli indagati, i tre ufficiali non potranno più essere sentiti come testimoni.

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