Scontro tra treni in Spagna, gli audio tra la centrale di Atocha e i macchinisti

Di Cesare Borgia ·3 min di lettura
Punti chiave

«A marcia normale?», chiede il macchinista dell’Ave di Renfe. «Sì», risponde l’operatore della centrale ferroviaria di Atocha, a Madrid. Sono le 8.36 di mercoledì e il sistema di sicurezza è in avaria: quell’ordine autorizza la ripartenza. Diciassette minuti dopo l’Ave raggiunge un treno Iryo fermo sullo stesso binario, nei pressi di Urda, sulla linea Madrid-Siviglia.

Tre registrazioni diffuse in Spagna documentano ordini e avvisi che hanno preceduto lo scontro, anche se non tutto è ancora noto. Alle 8.30 va in avaria l’Lzb, il sistema che sorveglia continuamente la marcia dei treni. Sei convogli si fermano lungo 63 chilometri.

Alle 8.31 il macchinista dell’Ave 2080 chiama Atocha per segnalare un’indicazione di arresto, «meta zero». «È caduta la centrale di Urda», gli spiegano. Gli operatori si consultano: «Stiamo valutando se scollegare o no». Poi una voce dice: «Aspetti un momento, stiamo facendo confusione». Un’altra osserva: «Tornerà a guastarsi».

Alle 8.36 al conducente viene dettato l’ordine: «Scolleghi e ricolleghi l’Lzb e riprenda la marcia sotto il Bsl, a marcia normale». Il Bsl, «blocco a segnalamento laterale», è il sistema alternativo: i segnali luminosi lungo i binari indicano al macchinista quando avanzare e quando fermarsi. A differenza dell’Lzb, però, non sorveglia di continuo la velocità e la distanza tra i convogli. Resta da accertare quali segnali abbia incontrato l’Ave.

Secondo il ministro dei Trasporti Óscar Puente, si sarebbe dovuta disporre invece la «marcia a vista», a non più di 40 chilometri orari e pronti a fermarsi davanti a un ostacolo. La marcia normale poteva consentire di viaggiare fino a 200 chilometri orari. La velocità al momento dell’urto non è ancora nota.

Circa 25 chilometri più avanti si trova l’Iryo 6076, anch’esso bloccato dal guasto. Alle 8.41 la macchinista avverte Atocha: «Sono ferma davanti al segnale d’ingresso di Urda». Prima le viene detto che non è autorizzata a oltrepassare il segnale, poi riceve la stessa istruzione data all’Ave. Ma l’Iryo non riparte.

Alle 8.43, secondo l’analisi dei dati di posizione di elDiario.es, l’Ave riparte e accelera. Alle 8.48 la macchinista dell’Iryo richiama: «Il treno non mi permette di riavviare l’Lzb. Per questo sono ancora ferma davanti al segnale d’ingresso». Da Atocha rispondono: «Quando può. Se ha problemi, ci richiami». L’Ave si trova ormai a circa 17 chilometri. Dopo la telefonata gli operatori parlano dei problemi dell’Iryo, ma una voce sembra ritenerlo in movimento. Se si sia trattato di un equivoco dovranno stabilirlo gli investigatori.

Alle 8.53, secondo il governo, l’Ave tampona l’Iryo al chilometro 118. Nei tre audio pubblicati non si sente un nuovo ordine di fermarsi rivolto al treno in arrivo, e non si sa se esistano altre conversazioni.

I sindacati contestano la diffusione di audio parziali: il Semaf la definisce «irresponsabile», mentre la Ccoo chiede di non scaricare le colpe sui lavoratori prima degli accertamenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *