Il pianista iraniano Ramin Bahrami si esibirà il 9 giugno al Piccolo Teatro Grassi a Milano, ospite della rassegna musicale Milanesiana ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi. Il concerto è parte della 27ma edizione dell’evento che affronta il tema del desiderio e della legge.
Il piano di Ramin Bahrami
Bahrami, famoso a livello internazionale, ha spiegato come la lezione di Massimo Cacciari su Il desiderio e la legge sia un’ispirazione per il suo concerto. "Per me è uno stimolo bellissimo", ha detto Bahrami, sottolineando l’importanza di questi temi nella vita civile e musicale.
Il contesto del concerto
La Milanesiana si propone di diffondere il desiderio di pace e bellezza tra i giovani che stanno perdendo il futuro a causa della violenza politica. Bahrami, padre di una bambina di 13 anni, è particolarmente sensibile a questa questione.
Storia personale del musicista iraniano
La storia personale di Bahrami è un esempio di resilienza e speranza. A soli 11 anni, dopo la rivoluzione islamica in Iran, lui e sua madre sono fuggiti con suo fratello, mentre il padre era in carcere e poi deceduto.
Milano: città dell’accoglienza
"Senza un soldo e angosciato", Bahrami è arrivato a Milano dove ha continuato gli studi al Conservatorio e ha avviato la sua carriera musicale. Ha trovato in questa città "un luogo della speranza", ricordando come il pubblico facesse fila per ascoltare grandi pianisti come Richter.
Liszt: icona del Romanticismo
Il programma di Bahrami include composizioni di Franz Liszt, ungherese ma cittadino del mondo. Icona del Romanticismo e primo divo pop del pianoforte, Liszt è stato anche un uomo misterioso e spirituale che verso la fine della vita si fece abate.
Il fascino di Liszt nella musica di Bahrami
Bahrami approfondisce il lato più misterioso di Liszt nel suo libro "Il pianista del fuoco e della fede", dove esplora la trasformazione artistica dell’ultimo periodo del compositore. Questo aspetto verrà messo in risalto durante il concerto a Milano.
La legge e le dissonanze musicali
"Le leggi possono essere scavalcate", ha sottolineato Bahrami, aggiungendo che le dissonanze sono spesso un stimolo per trovare nuove consonanze. Questo concetto vale sia nella musica che nella società.
Critica alla politica contemporanea
Bahrami è preoccupato per la politica attuale che, a suo avviso, ha trasformato vittime in carnefici e ha portato a una situazione di guerra senza senso. "Mi dispera l’idea che la vita di un ragazzo iraniano o libanese non valga quella di un giovane norvegese", ha detto.
La musica come forza per il cambiamento
Di fronte alle tragedie della politica, Bahrami vede nella musica una forza potente che può risvegliare la nostra umanità. "Noi artisti dobbiamo prendere posizione", ha ribadito.
Chiamata alla responsabilità dei musicisti
Bahrami invita i grandi maestri come Chailly e Muti a seguire l’esempio di Pollini e Abbado, dirigendo per la pace. Spera che artisti amati da Trump, come Andrea Bocelli, possano influenzare il presidente.
Conclusione
Il concerto di Ramin Bahrami a Milano è un momento significativo non solo per la musica, ma anche per riflettere sulle sfide del mondo contemporaneo e sulla forza della cultura come strumento di cambiamento.


