Massimo Giletti riprende il ruolo di storico e conduttore televisivo nella nuova docu-inchiesta sulla fine di Benito Mussolini, diffusa dalla Rai3. L’impostazione della trasmissione, tuttavia, rischia di cadere nel déjà vu che caratterizza le ricadute su questo argomento.
Il conduttore storico:
Giletti è noto per la sua capacità di esplorare varie tematiche attraverso diversi programmi televisivi. Il suo nuovo ruolo come interprete della storia di Mussolini, tuttavia, potrebbe apparire forzato e poco convincente.
La morte del Duce:
L’omicidio di Mussolini è uno degli enigmi storici più dibattuti. La Rai3 ha recentemente riproposto il tema con una nuova inchiesta che cerca di risolvere i misteri della sua fine, ma l’approccio potrebbe sembrare familiare ai telespettatori.
Il ruolo dei partigiani e degli archivi britannici:
Secondo quanto riportato dagli storici, i dirigenti partigiani come Pertini e Longo hanno giocato un ruolo importante nel decidere la rapida esecuzione del Duce. Inoltre, gli archivi nazionali di Londra non hanno fornito prove concrete di un coinvolgimento segreto da parte di Winston Churchill.
La ricostruzione delle liti familiari:
Altre parti della trasmissione hanno cercato di approfondire le controversie tra Rachele e Claretta, la moglie e la compagna del dittatore. Tuttavia, il valore storiografico di queste discussioni appare limitato.
La partecipazione di Gianni Oliva:
Gianni Oliva ha fornito un importante contributo alla trasmissione con le sue competenze storiche e l’equilibrio che ha messo in atto per disinnescare eventuali derapate complottiste. Il suo intervento è stato apprezzato non solo come parte del programma, ma anche attraverso il suo libro “55 milioni di antifascisti”.
L’ironia di Mirella Serri:
Mirella Serri ha contribuito a rendere la trasmissione più leggera e divertente con le sue battute ironiche. Uno dei momenti più rilevanti è stata la smentita della storica teoria del conduttore Bruno Vespa sulla fedeltà sessuale di Mussolini.
La riproposizione di repertori cinematografici:
Il programma ha incluso anche spezzoni del film “Mussolini, ultimo atto” diretto da Lizzani. Questa scelta poteva sembrare un modo per aggiungere profondità storica al documentario, ma rischia di apparire come una semplice riproposizione di materiale già noto.
La parodia della storia:
Massimo Giletti appare in uno stile molto simile a quello del film “Una giornata particolare”, imitando la postura e il linguaggio corporeo dei personaggi. Questa performance può essere vista come una mimesi ironica più che come un approccio serio alla narrazione storica.
Il déjà vu della ricostruzione:
L’ultima docu-inchiesta sulle verità nascoste sulla morte di Mussolini rischia di cadere in uno schema già conosciuto. Il tema è stato riproposto tante volte che un nuovo approccio sarebbe necessario per evitare la sensazione di déjà vu.
Conclusioni:
La nuova inchiesta su Mussolini, pur avendo beneficiato della partecipazione di esperti come Gianni Oliva e Mirella Serri, rischia di riproporre un argomento già esaurito dalla televisione italiana. La sfida per Giletti è quella di offrire nuove prospettive su questo episodio storico che ha lasciato un segno indelebile nella memoria collettiva.


