Ucraina, l’Europa rafforza la difesa di Kiev mentre l’Italia cambia linea: “Pronti a finanziare l’acquisto di armi americane”
Mentre l’attenzione internazionale si concentra sul possibile e teso incontro tra Vladimir Putin e Donald Trump previsto a Budapest, in Europa si muovono con discrezione le pedine di una partita geopolitica delicatissima. Sullo sfondo delle tensioni tra Mosca e Washington, le principali potenze europee — Francia e Regno Unito in testa — si preparano a un vertice cruciale a Londra, in programma per venerdì. Al tavolo siederà anche Volodymyr Zelensky, reduce dal Consiglio europeo di Bruxelles, per discutere di un tema ormai centrale: le forniture di armi a Kiev e il futuro della difesa ucraina.
L’Europa si muove mentre Trump frena sui Tomahawk
La coalizione dei cosiddetti “Volenterosi”, guidata da Parigi e Londra, punta a delineare una nuova strategia di sostegno militare all’Ucraina, dopo il passo indietro del presidente americano Donald Trump sulla consegna dei missili Tomahawk, che Kiev avrebbe voluto utilizzare per colpire obiettivi strategici in profondità sul territorio russo.
In questo scenario di incertezza, l’Europa cerca di riempire il vuoto lasciato dagli Stati Uniti, intensificando i propri sforzi e coordinando gli aiuti in modo più efficace. Tra i Paesi decisi a giocare un ruolo di rilievo c’è anche l’Italia, che nelle ultime settimane ha cambiato posizione, mostrando disponibilità a partecipare al programma di acquisto congiunto di armi americane per conto di Kiev.
Roma apre al programma PURL
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha presentato la proposta durante la recente riunione dei ministri della Difesa della NATO. Al centro dell’iniziativa vi è il programma PURL (Partner Ukraine Reinforcement Line), voluto dal segretario alla Guerra degli Stati Uniti, Pete Hegseth, che consente all’Ucraina di acquistare sistemi d’arma di fabbricazione americana — come i Patriot — con fondi garantiti dagli alleati europei.
Secondo quanto trapelato, oltre la metà dei 32 Paesi membri dell’Alleanza Atlantica avrebbe espresso il proprio consenso a partecipare al programma. L’obiettivo è quello di assicurare a Kiev forniture costanti di equipaggiamenti essenziali per la difesa aerea, in particolare dopo il recente aumento degli attacchi missilistici russi contro infrastrutture energetiche e centri abitati.
La svolta italiana: da posizione prudente a ruolo attivo
In un primo momento, il governo italiano aveva espresso scetticismo sull’adesione al programma, sostenendo che Kiev disponesse già di canali adeguati per ottenere armamenti statunitensi. Tuttavia, la linea è cambiata dopo una serie di confronti interni e con i partner della NATO. La nuova posizione di Roma riflette la volontà di non restare ai margini di un’iniziativa strategica che vede protagonisti Paesi chiave come Francia, Regno Unito e Polonia.
L’Italia intende così riaffermare il proprio sostegno politico e militare all’Ucraina, mantenendo al tempo stesso una posizione equilibrata nei confronti dell’amministrazione Trump, con cui il governo italiano desidera conservare rapporti di collaborazione, anche in vista di possibili futuri negoziati di pace.
Nonostante le difficoltà legate ai vincoli di bilancio, la premier Giorgia Meloni ha ribadito la determinazione dell’Italia a mantenere un ruolo di primo piano nel fronte europeo a favore di Kiev. Negli ultimi due anni, Roma ha già partecipato a dieci pacchetti di assistenza militare, contribuendo con sistemi di difesa aerea, tra cui le batterie SAMP/T, oltre ad attrezzature logistiche e mezzi di supporto.
Gli aiuti europei restano insufficienti
Nonostante gli sforzi, gli aiuti militari forniti dagli alleati europei restano ben al di sotto delle necessità di Kiev. Fino a settembre, i finanziamenti provenienti da sei Paesi europei ammontavano a circa due miliardi di dollari, una cifra giudicata insufficiente dal governo ucraino per fronteggiare l’intensificarsi dell’offensiva russa.
L’interruzione, durante l’estate, dei finanziamenti diretti americani decisa da Trump ha ulteriormente complicato la situazione, spingendo i partner europei a cercare soluzioni alternative per non interrompere il flusso di armamenti.
Londra e Parigi in prima linea, Roma cerca il suo spazio
Il vertice di Londra sarà il primo banco di prova concreto per verificare la coesione della coalizione europea e la disponibilità degli Stati membri a farsi carico di una parte più consistente dello sforzo militare. Zelensky, secondo fonti diplomatiche, presenterà una lista di priorità che include sistemi di difesa aerea, missili a lungo raggio e supporto tecnico per la manutenzione delle infrastrutture strategiche.
L’Italia, pur non avendo ancora confermato la presenza della premier Meloni all’incontro, si prepara a partecipare al programma PURL, assumendo una posizione che unisce pragmatismo e volontà di mantenere un peso politico nel contesto euro-atlantico.
La scelta di Roma, oltre a consolidare i rapporti con gli alleati, mira a inviare un segnale chiaro: l’Italia intende continuare a sostenere Kiev, ma senza abbandonare la propria linea diplomatica, che punta a mantenere aperti i canali del dialogo, nella convinzione che — prima o poi — la via della pace dovrà passare anche attraverso la fermezza dell’Europa.


