Sondaggio shock: Meloni cresce, Forza Italia sorpassa la Lega. Crollano i 5 Stelle, mentre il Pd resta stabile
L’ultimo sondaggio curato da Nando Pagnoncelli ridisegna gli equilibri della politica italiana e conferma un dato chiaro: il centrodestra resta solido e in crescita, mentre il Movimento 5 Stelle arretra e il Partito Democratico mantiene le proprie posizioni. È un quadro che fotografa un Paese polarizzato ma non ancora pronto a grandi scosse, nonostante mesi di tensioni, polemiche e riforme destinate a lasciare il segno.
Il sondaggio, relativo al periodo da agosto a ottobre 2025, arriva dopo un’estate densa di eventi: la crisi mediorientale e la fragile tregua di Gaza, la Flotilla della “Global Sumud” che ha animato proteste e solidarietà in tutto il mondo, la discussione sulla riforma della giustizia con la separazione delle carriere tra magistrati e pubblici ministeri, e l’avvio dell’iter della manovra economica 2026. Un contesto politico e internazionale complesso che, tuttavia, non ha inciso in modo drastico sulle intenzioni di voto degli italiani.
Secondo i dati, Fratelli d’Italia conferma la propria forza con un solido 28%, stabile rispetto a luglio. Il consenso attorno alla premier Giorgia Meloni resta alto e in leggera crescita, con un indice di gradimento che sale al 44%, un punto in più rispetto al trimestre precedente. Anche il governo, nel suo complesso, guadagna un punto, passando dal 42% al 43% di approvazione, segno che la maggioranza mantiene un rapporto di fiducia stabile con il proprio elettorato.
A sorprendere è il sorpasso di Forza Italia sulla Lega. Il partito guidato da Antonio Tajani raggiunge il 9%, il suo miglior risultato dell’ultimo anno, grazie anche a una presenza mediatica più incisiva e a posizioni moderate su politica estera e temi economici. La Lega di Matteo Salvini, invece, arretra all’8%, perdendo mezzo punto e segnalando una difficoltà nel recuperare il consenso delle origini. Noi Moderati, la quarta forza della coalizione, resta ferma all’1%, consolidando la sua posizione marginale ma stabile.
Sul fronte opposto, il Partito Democratico di Elly Schlein si mantiene sostanzialmente invariato al 20,9%, dimostrando di aver raggiunto una base elettorale solida ma non in espansione. Tuttavia, le divisioni interne e la competizione con gli alleati continuano a pesare sulla strategia del centrosinistra.
Il vero sconfitto del trimestre appare il Movimento 5 Stelle, che scende al 13,5%, perdendo quasi un punto. La leadership di Giuseppe Conte, pur confermata di recente, non sembra sufficiente a rilanciare un movimento in difficoltà, penalizzato da risultati deludenti alle regionali e da una linea politica percepita come incerta.
In lieve ascesa invece Alleanza Verdi-Sinistra, che sale al 6,3%, mentre le formazioni centriste registrano piccoli segnali positivi: Azione di Carlo Calenda tocca il 3,3% (+0,7), Italia Viva di Matteo Renzi il 2,6% (+0,4) e +Europa scende all’1,8% (-0,4). Nessuna di queste forze riesce però a rappresentare un vero polo alternativo, restando frammentate e poco influenti nei grandi equilibri nazionali.
Nonostante i toni accesi del confronto politico — dalle polemiche tra Schlein e Meloni agli scontri sulle riforme istituzionali — il sondaggio mostra un elettorato sostanzialmente immobile, poco influenzato dalle tensioni quotidiane. I cittadini, spiegano gli analisti, sembrano ormai abituati a una politica fatta di contrasti permanenti e preferiscono mantenere le proprie posizioni piuttosto che lasciarsi trascinare dalle polemiche.
Nei prossimi mesi si aprirà una nuova fase cruciale: tre elezioni regionali (Veneto, Campania e Puglia) e il probabile referendum costituzionale sulla Giustizia, previsto per la primavera 2026. Eventi che potrebbero modificare gli equilibri e testare la tenuta del governo e delle opposizioni.
Per ora, però, il messaggio del sondaggio è chiaro: il centrodestra rimane compatto e vincente, con Meloni al vertice di un consenso stabile; il centrosinistra resiste ma non sfonda, e il Movimento 5 Stelle continua a perdere terreno. In un’Italia politica che cambia lentamente, il consenso sembra premiare la continuità più che la protesta.


