Pokrovsk in fiamme: la Russia stringe l’assedio sulla città chiave del Donbass, Kiev resiste metro dopo metro

Di Alessandro Torrisi ·2 min di lettura

La battaglia per Pokrovsk è entrata nella fase più drammatica. Le forze russe stanno concentrando uomini e mezzi per conquistare la città simbolo del Donetsk, un obiettivo strategico che potrebbe cambiare gli equilibri dell’intera guerra. Pokrovsk controlla vie di rifornimento cruciali: chi la domina ottiene il passaggio verso ovest e un vantaggio militare decisivo.

“La situazione è difficile”, ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, confermando che Mosca ha sferrato più di duecento assalti in soli tre giorni. All’interno della città si conterebbero oltre trecento soldati russi già infiltrati, mentre nuovi reparti vengono schierati nelle periferie in preparazione dell’assalto finale.

Secondo l’Institute for the Study of War, Mosca ha intensificato la presenza militare nell’area per consolidare i progressi ottenuti grazie alle infiltrazioni. Le truppe russe avrebbero abbandonato in gran parte i mezzi pesanti, preferendo attacchi di fanteria e droni. Le cattive condizioni meteorologiche vengono sfruttate per avanzare con motociclette e piccoli veicoli leggeri, spesso tra le rovine dei quartieri distrutti.

Sul terreno si combatte casa per casa, con scontri ravvicinati e linee di contatto che cambiano di poche decine di metri. Secondo Kiev, alcuni soldati russi si camufferebbero da civili per infiltrarsi dietro le linee ucraine, una tattica che violerebbe le convenzioni internazionali.

L’obiettivo del Cremlino è chiaro: conquistare Pokrovsk a qualunque costo. Controllare la città significherebbe chiudere la morsa su Donetsk e aprire la strada verso nuove offensive nel cuore dell’Ucraina. Gli analisti parlano di un momento cruciale del conflitto: la caduta di Pokrovsk darebbe a Putin un vantaggio militare e politico enorme, mentre la sua difesa rappresenta per Kiev un test di resistenza estrema.

Nonostante le perdite e la fatica accumulata, le truppe ucraine continuano a difendere la città. I droni e l’artiglieria cercano di rallentare l’assedio, mentre i soldati combattono in condizioni sempre più difficili. L’inverno ormai alle porte potrebbe trasformare Pokrovsk in una trappola di fango e macerie, ma nessuno sembra disposto a cedere.

Le prossime settimane saranno decisive per il Donbass. Se la Russia riuscirà a prendere Pokrovsk, potrà consolidare la sua presenza nell’est e preparare nuove offensive. Se invece Kiev riuscirà a resistere, la città diventerà il simbolo di una resistenza che non si arrende, nemmeno di fronte all’assalto più feroce.

Tra droni, esplosioni e combattimenti incessanti, Pokrovsk è oggi il cuore pulsante della guerra: una città che decide il futuro dell’Ucraina, metro dopo metro.

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