Il recente interesse del presidente degli Stati Uniti per l’acquisto della Groenlandia non è una novità assoluta. Secondo quanto riportato, Washington ha cercato di ottenere il controllo dell’isola ghiacciata da oltre duecento anni.

Una storia che risale al 1814

James Madison, uno dei padri fondatori degli Stati Uniti, fu il primo presidente americano a manifestare un interesse per la Groenlandia. Quando Washington stava negoziando il trattato di Ghent del dicembre 1814 con la Gran Bretagna, alcuni consiglieri di Madison considerarono l’idea di includere anche la Groenlandia nei negoziati.

Il ruolo della Norvegia e dell’Islanda

Nel 1814, le potenze europee conclusero il trattato di Kiel che stabilì nuovi confini e assegnò la Groenlandia alla Danimarca. La Norvegia mantenne certi diritti territoriali fino al 2008, quando la Corte Internazionale confermò l’appartenenza della Groenlandia alla Danimarca.

Tentativi negoziati

Negli anni successivi, diversi presidenti americani hanno cercato di ottenere il controllo della Groenlandia attraverso negoziati. Nel 1867, durante la presidenza di Andrew Johnson, il segretario di Stato William Seward propose un’acquisizione per 5,5 milioni di dollari, ma l’offerta non venne approvata dal Congresso.

Nel 1910, il presidente Taft autorizzò una trattativa con la Danimarca in cui si proponeva uno scambio territoriale. La proposta includeva un’offerta di cedere Mindanao alle isole Filippine danesi e ottenere la Groenlandia e le Indie occidentali danesi, ma il negoziato non portò a nulla.

Interventi durante la Seconda Guerra Mondiale

Durante la Seconda Guerra Mondiale, l’amministrazione Roosevelt intervenne per impedire che la Germania prendesse il controllo della Groenlandia. Il presidente convocò l’ambasciatore danese a Washington e comunicò di voler assumere temporaneamente il comando dell’isola per questioni di sicurezza nazionale.

Operazione Blue Jay e IceWorm

Dopo la guerra, nel 1953-1959, l’amministrazione Eisenhower organizzò un’iniziativa segreta chiamata operazione Blue Jay. Questa misura prevedeva l’installazione di una base aerea a Thule in Groenlandia e successivamente la costruzione di installazioni per il sistema di difesa antimissile.

In parallelo, un progetto denominato IceWorm fu proposto nel 1957-1960 con l’obiettivo di creare una base nucleare sotterranea in Groenlandia. Tuttavia, il piano non venne mai realizzato.

L’intervento recente del presidente americano

Il più recente tentativo di ottenere la Groenlandia risale al 2019 quando Donald Trump esprimeva l’interesse per un possibile acquisto. Questa proposta, come quelle precedenti, non ha trovato supporto né da parte della Danimarca né dell’Europa.

Le ragioni dietro la lungimiranza americana

Secondo quanto riportato dai documenti desecretati nel 1946, l’amministrazione Truman considerava che il controllo della Groenlandia fosse cruciale per le questioni di sicurezza nazionale. Tuttavia, le trattative non portarono a nulla.

Conclusione

L’interesse degli Stati Uniti per la Groenlandia è un fenomeno che risale a duecento anni fa e si ripete periodicamente. Mentre Washington continua ad esercitare pressioni diplomatiche, l’Europa e la Danimarca mantengono una posizione ferma sulla sovranità dell’isola.

La decisione finale spetta alla Danimarca, che ha sempre risposto negativamente ai tentativi americani di ottenere il controllo della Groenlandia. Questa storia dimostra come le dinamiche geopolitiche e i cambiamenti nel contesto strategico possano influenzare l’approccio degli Stati Uniti verso la Groenlandia.

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