La presidente della federazione norvegese di calcio, Lise Klaveness, ha rivolto un appello al mondo del calcio internazionale, richiedendo trasparenza e riforme strutturali all’interno dell’organizzazione FIFA.
Un contesto storico
Klaveness è stata una critica fedele di Gianni Infantino, presidente della FIFA, per anni. Nel 2022, durante il mondiale in Qatar, Klaveness aveva già sollevato gravi preoccupazioni riguardo alla gestione del torneo e ai problemi legati al lavoro dei migranti e alle violazioni dei diritti umani.
Il caso recente di Infantino
Questo atteggiamento critico ha trovato un’eco ancora più ampia quando sono venute a galla le accuse contro Infantino, sostenendo che avesse pianificato di vendere parte delle attività della FIFA a investitori privati. Questi fatti hanno evidenziato la necessità di una leadership decentralizzata e trasparente.
Le riforme necessarie
In un’intervista con POLITICO, Klaveness ha detto che non basta solo far partire Infantino da FIFA: è necessario riprogrammare l’intera struttura organizzativa. La presidente norvegese ha identificato cinque aree chiave in cui le riforme dovrebbero essere attuate, tra cui la riduzione del potere esecutivo del presidente e il miglioramento dei comitati di controllo.
Il crescente sostegno internazionale
Numerosi stati europei hanno aderito alla richiesta di Klaveness chiedendo l’abdicazione di Infantino. Persone politiche come il premier britannico Andy Burnham e il governatore canadese Mark Carney hanno esortato la FIFA a trovare un nuovo leader.
Una visione strutturale del problema
Klaveness, tuttavia, non è arrabbiata per l’indugio di questi sostegni. "Non è giusto essere passione su una cosa e poi lamentarsi che non sia successo prima", ha dichiarato.
L’incontro con POLITICO
La discussione tra Klaveness e POLITICO si è svolta durante la cerimonia inaugurale di UEFA a Monaco, poco dopo il decesso del re Harald della Norvegia. Nonostante questo intoppo, Klaveness ha trovato tempo per parlare non solo delle questioni relative a Infantino, ma anche dell’atteggiamento verso Russia e Israele nel mondo del calcio.
Il futuro di FIFA senza Infantino
POLITICO le ha chiesto quali sarebbero le tre principali differenze se la FIFA riuscisse ad accantonare il problema infantiniano entro il 2031. Klaveness ha suggerito che i comitati dovrebbero essere indipendentemente selezionati e non nominati dal presidente, riducendo inoltre l’effetto dominante di un singolo individuo.
Governo effettivo e revisione delle riforme
Inoltre, Klaveness ha sottolineato la necessità di un amministratore generale che gestisca i processi quotidiani della FIFA mentre il presidente agisce come figura di leadership non esecutiva. Ha anche ribadito l’importanza di tornare a una visione del calcio non solo come business, ma come sport.
Il futuro leader e le influenze politiche
Quando si è chiesta se il prossimo presidente della FIFA dovesse provenire dal mondo esterno al football, Klaveness ha risposto con cautela. Ha sottolineato che ci sono vantaggi sia nel mantenere i leader provenienti dalla comunità del calcio che nell’aprire le porte a nuove competenze e approcci.
La linea rossa politica
Infine, Klaveness ha discusso della necessità di limitare l’influenza politica all’interno della FIFA. "Abbiamo espresso preoccupazione per la mancanza di distacco rispetto ai leader degli stati", ha dichiarato.
Klaveness è consapevole che il calcio internazionale si trova in un momento critico e le sue proposte mirano a ristabilire fiducia e trasparenza all’interno dell’organizzazione FIFA. "Siamo convinti che sia necessario non solo cambiare leader, ma anche struttura", ha concluso.


