Il Var e la critica di Luca Marelli: perché i rigori sono spesso ingiustificati?

Di Stella Patterson ·2 min di lettura

Luca Marelli, talent arbitrale di Dazn, ha recentemente commentato un episodio controverso in cui il fallo di Rrahmani su Mkhitaryan (Inter – Napoli) è stato decretato come rigore prima dell’analisi del Var. Secondo Marelli, l’arbitro avrebbe dovuto confermare la decisione senza intervento del sistema video.

La visione bidimensionale del Var

Marelli sostiene che il Var risulta spesso ingiustificato perché offre una visione bidimensionale dell’azione, fuori contesto e soggetta a un tempo cronoscopico. “La stessa azione, vista al Var, è rigore per il 99% dei casi”, ha precisato Marelli.

La trasformazione del calcio con la TV

Il sistema video assistito all’arbitro (Var) è nato non tanto come un supporto agli arbitri ma piuttosto in seguito a una profonda trasformazione sociale. Prima, il rito del calcio si celebrava solo allo stadio e ogni spettatore aveva un’unica prospettiva di visione delle azioni.

Con l’avvento della televisione, tuttavia, la situazione è cambiata radicalmente. Ora, grazie alle telecamere multiple, gli spettatori possono seguire le partite da casa con molteplici angolazioni e dettagli che non erano mai stati visibili prima.

Inferiorità visiva degli arbitri

L’arbitro in campo si trova ora in una situazione di evidente inferiorità visiva rispetto ai tifosi a casa. Non ha accesso alle stesse telecamere e angolazioni che permettono ai telespettatori di avere un quadro completo della situazione.

Il problema epistemologico del Var

Secondo Marelli, c’è anche un problema di ordine epistemologico: l’arbitro vede un evento diverso rispetto a quello visto dai varisti. Le coordinate spaziotemporali sono differenti e ciò influisce sulla valutazione delle azioni.

Esempio pratico

Un esempio pratica è il classico contatto in area: se l’arbitro si trova a distanza corretta, può vagliare il contesto dell’azione. La stessa situazione vista al Var risulterebbe rigore per il 99% dei casi.

Il futuro del calcio e del Var

Marelli invita i varisti ad imparare come funziona la tele-visione e a studiare meglio le coordinate spaziotemporali. “Viva il Var, ma i varisti studino come funziona la tele-visione”, ha concluso.

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