Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha accolto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy al White House il 28 luglio 2026, durante la cerimonia funebre del senatore Lindsey Graham.
Il rituale del lutto
I due leader hanno incontrato Trump per discutere questioni di importanza strategica mentre il presidente partecipava alla commemorazione di Graham presso la Washington National Cathedral. Le riunioni sono state tenute a porte chiuse, e i portavoce dei rispettivi governi hanno fornito soltanto un quadro generale dell’andamento positivo dei colloqui.
Conversazioni in privato
La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha comunicato che le riunioni sono state "positive ed efficaci". Netanyahu e Zelenskyy hanno espresso un’ottimistica valutazione delle loro conversazioni con Trump.
Netanyahu in vena di elogi
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha descritto il suo incontro con Trump come "uno dei migliori" mai avuti. Secondo un portavoce della missione israeliana a Washington, la sessione è stata definita "estremamente positiva", concentrando principalmente le questioni di crisi internazionali.
Zelenskyy sottolinea progressi diplomatici
Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha confermato l’ottimismo israeliano. Nel suo post su X, Zelenskyy ha parlato di licenze per i missili Patriot e ha promesso nuove visite dei delegati americani a Kiev.
Diplomazia e alleanze
I colloqui si sono conclusi con l’annuncio che Jared Kushner e Steve Witkoff, special envoys della Casa Bianca, visiterebbero presto Kiev per rilanciare i negoziati diplomatici. "È importante che il processo diplomatico sia rinfrancato", ha affermato Zelenskyy nel suo post.
Il ruolo di Graham
La figura centrale della giornata è rimasta Lindsey Graham, deceduto pochi giorni prima. Il senatore era un forte sostenitore delle alleanze americane con Israele e l’Ucraina, specialmente in ambito militare.
"È probabile che prenda soddisfazione dal fatto che la sua cerimonia funebre sia stata occasione per incontri di alto profilo su due crisi internazionali importanti", ha detto Daniel Shapiro, ex ambasciatore degli Stati Uniti in Israele.
Critiche e dubbi
Nonostante l’ottimismo ufficiale, alcuni osservatori politici esprimono cautela. Gregory Brew, analista senior di Eurasia Group, ha espresso perplessità riguardo all’interpretazione dei risultati delle riunioni.
"La mia impressione è che le riunioni non siano state così decisive", ha affermato Brew. "Il fatto che i due leader concordino su una posizione comune contro l’Iran, ad esempio, è un punto di partenza generale e non molto significativo.
Netanyahu alla ricerca del sostegno
Per Netanyahu, l’incontro con Trump assume particolare rilevanza nell’ottica delle prossime elezioni israeliane. Secondo Shapiro, la necessità di presentare un quadro positivo è pressante per il leader.
"Non significa che non possano lavorare insieme e trovare piccole aperture per qualche progresso su certi dossier", ha spiegato Shapiro. "Ma ci sono significative divergenze tra i due su diversi punti, quindi è sicuro che Netanyahu voglia presentarlo in termini positivi il più possibile."
Trump a servizio di un obiettivo politico?
Anche Trump aveva ragioni tattiche per fare buon viso ai visitatori: le elezioni intermedie americane si avvicinano, e l’America First sta sotto pressione da parte dei suoi sostenitori.
"Per me è come la vera tradimento di America First. Questi due che arrivano lo stesso giorno? È ciò per cui abbiamo combattuto", ha detto una fonte vicina alla Casa Bianca anonima.
Conclusione diplomatica ambigua
Resta da vedere se gli incontri avranno un impatto significativo sulle crisi in corso tra Israele e l’Iran, o tra Russia ed Ucraina. Al momento, i commenti ufficiali sembrano voler mantenere la tensione a basso livello.
"Lui aveva amicizie straordinarie in tutto il mondo", ha ricordato Trump alla cerimonia funebre di Graham. "È un tributo al suo impatto enorme che oggi qui ci siano leader, presidenti e primi ministri da tutto il globo ad onorarne la memoria."