Nato in allerta: drone bielorusso viola spazio aereo polacco, scatta risposta coordinata
Nella notte tra martedì 9 e mercoledì 10 settembre, un’operazione militare di difesa aerea della NATO è stata lanciata in risposta a un’intrusione nello spazio aereo polacco. Tutto ha inizio quando, alle 23:30, i radar della Polonia rilevano un drone proveniente dalla Bielorussia, provocando immediatamente una reazione rapida da parte delle forze armate. In risposta, decollano caccia F-16 polacchi insieme a un velivolo Saab Aew&C per il monitoraggio aereo. Anche la Germania partecipa attivando le sue batterie anti missile Patriot.
La situazione evolve rapidamente quando le autorità polacche, non ricevendo spiegazioni da Minsk, si mettono in contatto con Kiev. Si scopre che l’Ucraina sta affrontando una serie di incursion di droni, anche in prossimità della frontiera polacca. La risposta dell’Alleanza è immediata e convinta: oltre agli aerei polacchi, partecipano due F-35 olandesi e un aereo da ricognizione italiano Awacs, che decolla poco dopo la mezzanotte dall’Estonia.
L’operazione militare si protrae fino alle 6:30 di mercoledì e, nonostante le dichiarazioni pubbliche di aver neutralizzato la minaccia, ci sono discrepanze nel numero di droni effettivamente abbattuti, rispetto a quelli che sembrerebbero essersi schiantati per mancanza di carburante. Le autorità trovano i resti di quindici droni in Polonia, nella regione di Lublino, suscitando preoccupazioni su cosa sarebbe potuto accadere se i droni avessero colpito aree più densamente abitate.
Parallelamente, a Bruxelles il Consiglio Nord Atlantico si riunisce per discutere della situazione, con la Polonia che invoca l’articolo 4 del Trattato della NATO. Varsavia non considera l’incidente un errore accidentale, ma una provocazione intenzionale, mentre altri Paesi come la Spagna suggeriscono prudenza nella reazione, in mancanza di prove concrete.
Il governo di Varsavia formula quattro richieste per rafforzare la difesa: miglioramento delle capacità di intelligence e sorveglianza, potenziamento della difesa aerea, studio del rafforzamento della protezione militare sotto il controllo della NATO, e monitoraggio delle future mosse russe.
Il Segretario generale della NATO, Mark Rutte, sostiene la Polonia, sottolineando l’urgenza di continuare il supporto alla resistenza ucraina. Tuttavia, si registrano divergenze tra i membri dell’Alleanza sul livello di contributo nella situazione, con alcuni Paesi che, secondo Rutte, non stanno facendo abbastanza. Come ha sottolineato l’ex comandante delle forze americane in Europa, Ben Hodges, la NATO deve necessariamente rafforzare la sua preparazione contro un eventuale attacco massiccio.


