Giovedì scorso, l’Unione Europea (UE) ha dato il via ufficialmente ai preparativi per la costruzione di sette giganteschi centri dati dedicati alla formazione di modelli artificial intelligence (AI). Il piano, promesso dalla Commissione europea durante una conferenza dell’anno scorso, mira a consentire all’Europa di tenere il passo nel campo della tecnologia AI.
Il progetto e la sua amministrazione
L’iniziativa prevede che le industrie europee interessate presentino proposte per sviluppare questi centri dati, definiti “gigafactories” di AI. La Commissione europea sceglierà i vincitori entro l’inizio del prossimo anno e darà loro diciotto mesi per completare la costruzione.
Investimenti da miliardi di euro
Ogni centro dati minore richiederà un investimento pubblico massimo di un miliardo di euro, mentre i centri più grandi potranno ricevere fino a due miliardi. La Commissione ha messo in piedi il “massimale partenariato pubblico-privato” per garantire la finanza, con un fondo già disponibile di un miliardo di euro e ulteriori quattro miliardi previsti nel prossimo budget UE.
Descrizione tecnica dei centri dati
I primi quarti dei centri saranno caratterizzati da una potenza di calcolo inferiore, sostenuta da 25.000 a 75.000 chip AI specializzati, mentre i tre rimanenti avranno un’infrastruttura più consistente con 40.000 a 100.000 chip.
Riscontri e criticità
Critici interni hanno sollevato dubbi sulla necessità di tanta potenza computazionale da parte delle aziende AI, ma un responsabile della Commissione ha ribadito che l’attuale infrastruttura è già “satura” dal punto di vista del richiedente. Secondo il funzionario, le forniture americane di chip per la calcolatrice avanzata come Nvidia sono comunque dominanti nel mercato.
Inquadramento geopolitico e tecnologico
Il progetto mira a ridurre l’attenzione delle aziende AI europee verso fornitori stranieri, ma la dipendenza dalle componenti americane rimane un problema. La Commissione ha ribadito che i nuovi centri dati dovrebbero essere sostenibili e efficienti energeticamente.
Partecipazione dei vari stati membri dell’UE
I paesi europei mostrano già interesse per la partecipazione ai progetti: Germania, Grecia, Portogallo, Italia e Spagna aspirano a costruire i centri più grandi, mentre Cecenia, Danimarca, Finlandia, Francia e Polonia mirano alle infrastrutture minori.
Preoccupazioni locali e ambientali
Un’altra sfida è l’opposizione potenziale a livello locale dovuta al consumo elevato di energia e acqua da parte dei centri dati. La Commissione ha richiesto che i candidati presentino piani dettagliati per garantire un utilizzo sostenibile delle risorse.
Il progetto di creazione dei giganteschi centri dati AI in Europa rappresenta un passo importante verso l’autonomia tecnologica e la competitività nel campo della formazione di modelli AI. Tuttavia, rimangono da affrontare numerosi interrogativi riguardanti la domanda effettiva e le implicazioni geopolitiche legate alla dipendenza dalle forniture estere.