Il Dipartimento della Difesa (Pentagono) sta suscitando l’attenzione bipartitica del Congresso per la decisione di noleggiare terreni militari a società private per costruire centri dati alimentati dall’intelligenza artificiale. I membri del Congresso, tra cui un importante approvatore repubblicano, cercano di bilanciare l’innovazione tecnologica con le preoccupazioni ambientali e sociali.
Il Progetto Pentagono AI
Il Pentagono sta costruendo centri dati per migliorare le sue strategie belliche attraverso tecnologie come i droni ad alto numero di unità (drone swarms) e altre applicazioni basate sull’IA. Questi centri richiedono risorse energetiche e idriche significative.
Proposte Bipartitiche al Congresso
La proposta è stata presentata dal deputato John Garamendi (Democrazia della California) come un’ampia modifica all’Articolo di Difesa Nazionale Autorizzativo per il 2027. L’obiettivo era valutare attentamente gli impatti che questi centri dati avrebbero sui territori militari e sulle comunità circostanti.
Risposta del Pentagono
I funzionari del Pentagono stanno respingendo le critiche, sostenendo che la milizia ha già considerato l’impatto di questi centri. Tuttavia, alcuni repubblicani e conservatori sono preoccupati per il ritardo potenziale negli sviluppi tecnologici militari.
Impatto Ambientale
I centri dati richiedono risorse energetiche e idriche a un livello senza precedenti, creando tensioni con le comunità locali. Il centro di Fort Bliss in Texas potrebbe consumare più energia di tutta la città di El Paso.
Legislazione in Corso
Il Comitato per l’Energia e Acque del Congresso ha approvato una proposta bipartisan che richiede al Dipartimento dell’Energia di mitigare gli impatti dei centri dati sull’uso energetico, idrico, la rete elettrica e i contribuenti. L’obiettivo è garantire che le nuove costruzioni non creino problemi per l’infrastruttura militare o il benessere dei residenti vicini.
Proposte Congressuali
Il Comitato del Tesoro ha approvato una proposta bipartite di Rep. Ken Calvert (R-Calif.), che richiede al Pentagono di fornire un’analisi dettagliata degli impatti dei centri dati prima della costruzione.
Contesto Legislativo
Allo stesso tempo, diversi democratici hanno presentato proposte legislative per vietare la costruzione di centri dati AI su terreni federali o militari. Ad esempio, Rep. Rashida Tlaib (D-Mich.) ha introdotto un emendamento che proibirrebbe tali iniziative.
Proposta di Garamendi e Respinte Ammendamenti
Un altro emendamento del deputato Mike Levin (Democrazia della California), proposto durante il dibattito sull’Articolo di Difesa Nazionale Autorizzativo per il 7 dicembre, ha cercato di garantire che i centri dati non compromettano la sicurezza delle basi militari o le catene di fornitura. Tuttavia, tale proposta è stata respinta dai repubblicani.
Risposta da Parte del Pentagono
Il Dipartimento della Difesa ha rifiutato di commentare il dibattito attuale ma ha sottolineato che i centri dati saranno costruiti senza costi per le casse pubbliche e includeranno soluzioni energetiche e idriche integrate.
Sostenitori delle Proposte
Alcuni democratici sostengono che è necessario un approccio più cauto. “Questo Congresso ha l’obbligo di difendere le persone, non di ignorare la realtà o fingere che siamo nel 1946,” ha affermato Rep. Marcy Kaptur (D-Ohio).
Oppositori delle Proposte
Allo stesso tempo, alcuni repubblicani sostengono che tali proposte potrebbero rallentare l’innovazione militare e far perdere la corsa all’avanzamento tecnologico alle nazioni rivali.
Progetti di Legge in Corso
Il Comitato per l’Energia e il commercio della Camera è impegnato a promuovere un progetto di legge, H.R. 9340, intitolato Ratepayer Protection Act, che mira a prevenire lo sviluppo di centri dati che possano innalzare i prezzi dell’energia per i consumatori.
Conclusioni
Il dibattito attorno alla costruzione di centri dati AI su terreni militari continua, con proposte bipartite in atto al Congresso. Tuttavia, rimane incerto se e quando tali misure saranno trasformate in leggi.


