FIFA si impegna in una privatizzazione critica per il commercio delle Coppe del Mondo

Di Cesare Borgia ·3 min di lettura
Punti chiave

La FIFA sta attirando l’attenzione dell’Unione Europea con un piano che mira a privatizzare le operazioni commerciali dei mondiali maschili e femminili. Secondo quanto riportato, la proposta prevede di trasferire i diritti commerciali e la gestione delle competizioni nel mondo del calcio a una nuova società chiamata FIFA Forward Enterprise.

La sfida politica e legale

Il progetto è stato presentato dalla FIFA con il sostegno del fondo d’investimento Thrive Capital, guidato da Josh Kushner, cognato di Donald Trump. Questa vicenda risveglia criticità sia sul piano politico che su quello giuridico: Glenn Micallef, commissario europeo per lo sport, ha espresso preoccupazioni sulla concorrenza e l’impatto della privatizzazione sulle competizioni.

Relazione controversa

Il presidente Gianni Infantino è già oggetto di critiche per la sua vicinanza con il leader americano. Nel mese appena trascorso, 90 europarlamentari hanno firmato due lettere contro l’organizzazione, accusandola di minare la neutralità politica del calcio internazionale. Rasmus Andresen, deputato europeo tedesco, ha richiesto che Infantino si faccia carico delle domande poste dai parlamentari.

Investimenti e finanziamenti

Secondo il piano presentato da FIFA, l’azienda acquisirebbe una quota del 20% di questa nuova società. Il fondo d’investimento guidato da Kushner potrebbe acquistare una parte significativa dell’azienda, mentre la FIFA mantiene il controllo. La proposta include anche un aumento delle risorse per i finanziamenti al sviluppo.

Sostenibilità e sviluppo

Infantino ha ribadito che il calcio è “la più popolare sport del mondo” e un “motore di sviluppo umano e sociale”. Barry Andrews, europarlamentare leader del comitato per lo sviluppo, ha sostenuto l’offerta di finanziamenti aggiuntivi come incentivo per la partecipazione delle federazioni membro.

Contesto generale

La privatizzazione proposta da FIFA è vista come un passo verso una maggiore commercializzazione del calcio. Questa strategia si immette in una tendenza più ampia di ristrutturazione dell’industria del calcio, che ha visto molteplici cambiamenti nel modo in cui le competizioni vengono gestite e finanziate.

Problemi concorrenziali

La commissione europea sta esaminando la proposta per eventuali violazioni della legge sulla concorrenza. Micallef ha ribadito che il commercio deve servire a promuovere lo sport, non ad assoggettarlo.

Domande in sospeso

La decisione finale dipenderà dalla risposta delle federazioni membro e dalle valutazioni della commissione europea. Nel frattempo, l’attenzione è rivolta a come FIFA gestirà la tensione tra il profitto commerciale e le responsabilità sociali del calcio.

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