La Commissione europea sta esaminando la possibilità di rivedere in modo significativo una proposta di tassa sui grandi gruppi aziendali, che avrebbe dovuto contribuire alla raccolta di fondi per il prossimo bilancio a sette anni dell’Unione Europea (UE). Secondo fonti vicine alle trattative, la Commissione sta valutando l’idea di escludere alcune imprese meno profitable e di aumentare i limiti di ammissione alla tassa per garantire che le piccole e medie imprese non siano colpite.

Risveglio delle critiche

La proposta in questione, nota come Corporate Resource for Europe (CORE), prevedeva una tassa del 0,1% sulle aziende con un volume di vendite netto superiore a 100 milioni di euro. L’obiettivo era generare nuovi fondi per coprire i crescenti costi della difesa e della competitività europea, oltre ai pagamenti del debito contratto durante la pandemia, senza appoggiarsi completamente sui contributi nazionali.

Riserve e contestazioni

Tuttavia, la CORE ha suscitato molte riserve e discussioni. I lobbisti d’impresa, il partito europeo di centro-destra e le capitali degli Stati membri hanno criticato severamente la proposta. Secondo molti critici, impostare una tassa sul volume delle vendite anziché sui profitti non è equa, poiché impone lo stesso obbligo sia alle aziende con profitto elevato che a quelle in difficoltà.

Modifiche per superare le resistenze

Per ovviare al problema, la Commissione sta esaminando l’idea di escludere dalle tasse le aziende con profitti decrescenti, incluso il settore automobilistico tedesco. Ciò è stato fatto in modo da non violare regole internazionali sul commercio e per garantire che sia trattata equamente anche la concorrenza estera.

Negoziazioni a riscaldarsi

Le trattative del bilancio UE stanno entrando in una fase più critica. Il prossimo vertice dei leader europei di fine ottobre sarà un momento cruciale per definire l’assetto finanziario futuro dell’Unione. Nel corso delle ultime settimane, ambasciatori e rappresentanti sono stati consultati su quali idee sulle nuove tasse siano più accettabili.

Proposte alternative in esame

In aggiunta alla CORE, la Commissione ha proposto l’adozione di altri strumenti fiscali come il carbon border adjustment mechanism (CBAM), una nuova tassa sulle emissioni di CO2 e altre imposte sugli rifiuti elettronici non raccolti. Mentre molte delle proposte sono state accolte con favore, alcune hanno suscitato aspre critiche che potrebbero ostacolare un accordo.

Nuovi contributi in vista?

Per superare il blocco attuale e facilitare un consenso, la Commissione sta studiando nuove idee di tassazione. Tra queste ci sono proposte per imposte sui giochi d’azzardo online, sulle società di criptovalute e sugli operatori digitali.

Conclusione delle trattative

Per concludere le trattative del bilancio UE entro l’anno in corso, la Commissione dovrà trovare un compromesso che soddisfi tutte le parti coinvolti. La proposta attuale di rivedere la CORE potrebbe essere uno strumento per raggiungere questo obiettivo.

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