Bruxelles pronta a un compromesso sui diritti di studio per studenti europei in Gran Bretagna

Di Cesare Borgia ·3 min di lettura
Punti chiave

Il nuovo premier britannico Andy Burnham negoziare con l’Unione Europea (UE) su una questione cruciale: i diritti di studio dei giovani dell’Europa continentale che desiderano frequentare università britanniche. Secondo fonti vicine all’UE, la Commissione europea è disposta a discutere un accordo sulle tasse d’iscrizione per studenti stranieri.

Il problema delle tasse d’iscrizione

La questione della modulazione dei costi di iscrizione universitaria ha bloccato le trattative tra Londra e Bruxelles, iniziati dal predecessore di Burnham, Keir Starmer. L’UE richiede che gli studenti europei siano ammessi a pagare la stessa tassa d’iscrizione dei britannici, attualmente intorno ai 9.790 sterline all’anno. Questo costo è sensibilmente inferiore rispetto alle tariffe applicate agli studenti internazionali, che possono arrivare fino a 60.000 sterline.

La posizione britannica

Il governo britannico si mostra riluttante ad accettare questa proposta poiché la sua industria universitaria dipende da queste tasse più elevate per bilanciare i propri conti. Il Russell Group di università di ricerca ha calcolato che una riduzione dei costi potrebbe causare un deficit di 580 milioni di sterline, di cui è incerto se il Tesoro britannico sia disposto a coprire le perdite.

Proposta di compromesso

Una soluzione intermedia sta prendendo forma nei corridoi della Commissione europea: gli studenti europei potrebbero pagare una tassa d’iscrizione inferiore rispetto agli internazionali, ma superiore a quella dei britannici. Questo accordo sarebbe più accettabile per entrambe le parti e permetterebbe di avanzare su altri punti della trattativa.

Compromesso in discussione

Tuttavia, non è ancora chiaro se tutti i 27 paesi membri dell’UE sosterranno un accordo che offra una riduzione parziale delle tasse d’iscrizione. La proposta di permettere ai giovani europei di studiare in Gran Bretagna a tariffe domestiche era stata inserita all’ultimo momento nelle trattative da parte dei governi europei.

Negoziazioni complesse

Le trattative riguardano anche altri aspetti, come un accordo agrario per facilitare il commercio di alimentari e bevande, un sistema di scambio delle emissioni a emissione zero e un programma di mobilità giovanile. Queste questioni sono state incluse nel “reset” proposto da Starmer ed entrambe le parti desiderano concluderle.

Nuovo ministro britannico

Nick Thomas-Symonds, ex ministro del Brexit sotto Starmer, ha lasciato il governo e il suo posto è stato preso da Hamish Falconer. Il nuovo ministro ha già avuto contatti con Maroš Šefčovič, commissario europeo al commercio.

Prossime tappe

Il vertice che avrebbe dovuto approvare questi accordi è stato spostato a causa della dimissioni di Starmer. Andy Burnham e i suoi interlocutori dell’UE hanno dichiarato il desiderio di fissare una nuova data per la riunione entro l’anno corrente, evitando però le pause estive e gli impegni politici.

Conclusione incerta

La situazione rimane incerta. Il nuovo premier britannico ha iniziato il suo mandato con una serie di annunci focalizzati sui problemi interni del paese, ma deve trovare un compromesso su questa questione cruciale per avanzare nelle trattative con l’UE.

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