Cassazione: via libera alla dicitura genitori sulle carte d’identità dei minori

Di Veronica Leali ·2 min di lettura

Una rivoluzionaria sentenza della Corte di Cassazione italiana ha stabilito un importante precedente nel campo del diritto familiare. Con la recente decisione n. 9216/2025, è stato sancito che sulla carta d’identità elettronica dei minori dovrà essere riportata una dicitura neutrale «genitori», in sostituzione delle tradizionali categorie «padre» e «madre». Questa sentenza ha respinto il ricorso del ministero dell’Interno contro un precedente pronunciamento della Corte d’Appello.

I giudici della Suprema Corte hanno motivato la loro decisione puntando il dito contro il decreto ministeriale del 31 gennaio 2019, ritenendolo «discriminatorio». Tale decreto non riusciva a rappresentare adeguatamente le famiglie composte da coppie dello stesso sesso, che hanno scelto l’adozione in casi particolari. La questione giudiziaria ha preso avvio dal caso di un bambino che vive con due madri, una delle quali biologica e l’altra adottiva, il cui legame era stato riconosciuto attraverso la cosiddetta stepchild adoption.

Il Tribunale di Roma, in precedenza, aveva stabilito che per questo minore sulla sua carta d’identità elettronica dovesse comparire soltanto la dicitura «genitore». Secondo la sentenza, una simile annotazione era essenziale per garantire che il documento, utile anche per viaggiare all’estero, fornisse un’immagine fedele alla situazione civile del bambino.

La Cassazione ha criticato la rigida impostazione del modello stabilito dal Viminale nel 2019, sottolineando che non rappresentava in maniera equa tutte le possibili configurazioni dei nuclei familiari e i relativi legami di filiazione. Di conseguenza, ciò violava un diritto fondamentale dei minori: il diritto ad un documento che rispecchiasse autenticamente la loro realtà familiare.

Il Sole 24 Ore ha evidenziato come la carta d’identità elettronica, così concepita, permettesse di identificare correttamente solo una delle due madri, costringendo l’altra a un’identificazione inappropriata come «padre». Tale configurazione creava una situazione «irrazionale e discriminatoria».

Conclusivamente, la Cassazione ha sottolineato la necessità di adeguare le modalità amministrative alle famiglie esistenti, senza escludere o snaturare nessuna delle loro forme. Questa decisione rappresenta un passo significativo verso il riconoscimento e la tutela delle diverse configurazioni familiari nella società odierna.

6 pensiero su “Cassazione: via libera alla dicitura genitori sulle carte d’identità dei minori”
  1. Ma vi rendete conto di quanto sia importante questa sentenza? Finalmente si riconosce la diversità delle famiglie! Era ora che la legge si adeguasse alla realtà odierna.

    1. Sono completamente d’accordo! È un passo fondamentale verso l’inclusione e il riconoscimento delle varie forme di famiglia. È davvero incoraggiante vedere che la legge inizia a riflettere la diversità della nostra società. Speriamo che questo sia solo l’inizio di un cambiamento più ampio e significativo!

      1. Anch’io la penso così! È essenziale che le istituzioni riconoscano e celebrino la diversità delle famiglie moderne, e sono fiducioso che questo porterà a un futuro più equo per tutti.

        1. Sono completamente d’accordo! È fondamentale che la società evolva e si adatti alla realtà delle diverse forme di famiglia, garantendo pari opportunità e riconoscimenti a tutti.

          1. Assolutamente, riconoscere e celebrare la diversità nelle strutture familiari è essenziale per costruire una società inclusiva e giusta. Solo così possiamo assicurarci che ogni individuo riceva il rispetto e i diritti che merita, indipendentemente dalla natura del proprio nucleo familiare.

          2. Concordo pienamente. È fondamentale promuovere l’accettazione e l’empatia verso tutte le forme di famiglia per garantire un futuro equo e rispettoso per tutti.

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