A sorpresa Buffett cambia rotta e punta sulla Big Tech che aveva sempre evitato

Di Alessandro Torrisi ·4 min di lettura

Per la finanza globale è uno scossone destinato a lasciare il segno. In una fase cruciale della sua carriera, con il pensionamento ormai alle porte, Warren Buffett ha impresso una trasformazione significativa al portafoglio di Berkshire Hathaway, entrando con decisione in una Big Tech che per anni aveva osservato con diffidenza, pur riconoscendone la straordinaria forza. Una mossa che sta attirando l’attenzione degli investitori di tutto il mondo e che potrebbe influenzare le strategie di molti gestori nei prossimi mesi.

Il gigante di Omaha ha scelto di spostare l’attenzione su Alphabet, la casa madre di Google, dopo anni di riflessioni e di rimpianti. La documentazione depositata presso la Securities and Exchange Commission rivela un acquisto da 17,9 milioni di azioni nel solo terzo trimestre. Una partecipazione di valore imponente che, ai prezzi di mercato più recenti, sfiora i 5 miliardi di dollari, proiettando Alphabet direttamente nella lista delle maggiori posizioni detenute dal conglomerato americano.

La reazione dei mercati non si è fatta attendere: le previsioni indicano un avvio brillante per il titolo, con rialzi teorici che oscillano tra il 6% e il 7%. Un entusiasmo alimentato dalla consapevolezza che, quando Berkshire si muove, difficilmente lo fa senza una strategia precisa alle spalle.

Alphabet è reduce da un anno eccezionale, sospinta da un rally superiore al 40%, trainato soprattutto dalla crescente domanda di servizi legati all’intelligenza artificiale e dal forte sviluppo della divisione cloud. Proprio questi elementi avrebbero convinto i principali gestori degli investimenti di Berkshire – Ted Weschler e Todd Combs – a puntare sulla società guidata da Sundar Pichai. Entrambi hanno più volte evidenziato come il futuro dell’AI e delle infrastrutture digitali sia tutt’altro che maturo, lasciando spazio a margini di crescita ancora enormi.

Non è un mistero, tuttavia, che Buffett coltivasse da tempo un certo rimpianto nei confronti del colosso di Mountain View. Anni fa aveva dichiarato di aver riconosciuto il potenziale del suo modello pubblicitario fin dalle origini, quando Geico, una delle società del gruppo Berkshire, fu tra i primi clienti a investire nelle campagne a pagamento su Google. Eppure, nonostante la consapevolezza dei margini straordinari del motore di ricerca, aveva scelto di non procedere con un investimento diretto, frenato dal timore di non avere piena padronanza del settore tecnologico.

La storia sembra ora prendersi una rivincita. Alphabet entra infatti tra le prime dieci partecipazioni del conglomerato, mentre parallelamente prosegue il ridimensionamento della quota in Apple, da anni il titolo più pesante in portafoglio. Sebbene resti la partecipazione principale, il taglio del 15% effettuato nell’ultimo trimestre conferma una strategia di riequilibrio già avviata nel 2024.

Anche Bank of America, terza partecipazione del gruppo, subisce una riduzione del 6%, in un contesto in cui Berkshire continua a presentarsi come venditore netto di azioni da ben dodici trimestri consecutivi.

Tutto ciò avviene mentre si avvicina la conclusione del lunghissimo mandato di Buffett come amministratore delegato. Dopo sessant’anni alla guida di Berkshire Hathaway, il passaggio di consegne è ormai imminente. Dal 1° gennaio 2026 sarà Greg Abel, attuale vicepresidente responsabile delle attività non assicurative, a prendere il timone del conglomerato. Una scelta ben ponderata, ritenuta la più adatta per garantire continuità alla filosofia di investimento che ha reso Berkshire una delle realtà finanziarie più rispettate al mondo.

Buffett, pur lasciando la direzione operativa, manterrà il ruolo di presidente non esecutivo, garantendo supporto strategico. Le sue azioni Classe A non verranno vendute fino a quando gli investitori non mostreranno totale fiducia nel nuovo assetto.

L’entrata in Alphabet segna quindi non solo un cambio di prospettiva negli investimenti, ma anche un simbolico passaggio di testimone. Una scelta che guarda al futuro della tecnologia, dell’intelligenza artificiale e dell’economia digitale con una lucidità che continua a sorprendere i mercati. Un ultimo colpo di scena degno della carriera di uno degli investitori più influenti della storia.

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