Corruzione, ai domiciliari l’ex vicepresidente della Regione siciliana Gaetano Armao

Di Vincenzo Ottoboni ·2 min di lettura

Il gip di Palermo ha disposto gli arresti domiciliari per Gaetano Armao, ex vicepresidente della Regione siciliana, indagato per corruzione. Per lui la Procura guidata da Maurizio de Lucia aveva chiesto un mese fa la custodia cautelare in carcere. La stessa misura è stata decisa per l’avvocato Pierluigi Matta e per Luigi Zancla, presidente della Samo onlus.

Armao, avvocato e marito di Giusi Bartolozzi, ex capo di Gabinetto del ministero della Giustizia guidato da Nordio, era stato ripreso dalle videocamere della polizia mentre riceveva buste con denaro da Matta e mentre nascondeva i soldi in un orologio a pendolo. Per la Procura si tratta di mazzette, per l’indagato di parcelle per cause legali. Secondo il Corriere, è probabile che questa scelta abbia fatto venir meno le esigenze cautelari e abbia portato il gip a optare per i domiciliari.

Secondo i pm, Armao avrebbe intascato denaro da alcuni imprenditori in cambio di favori, in qualità di esperto del governatore e di presidente della Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali di competenza regionale. Le somme sarebbero risultate formalmente compensi incassati da Matta per consulenze mai svolte: il legale avrebbe prelevato il denaro ricevuto con bonifici e lo avrebbe consegnato in contanti all’ex vicepresidente.

Tre le contestazioni. La prima riguarda le tangenti che Armao avrebbe ricevuto più volte da Giuseppe Argirò e Marco Malacarne Gentile, ex amministratore delegato e condirettore del gruppo Cva, società valdostana attiva nelle energie rinnovabili. Armao avrebbe introdotto i vertici del gruppo negli ambienti della Regione, si sarebbe speso per accelerare le pratiche pendenti davanti alla commissione e avrebbe scelto i funzionari a cui assegnarle. Per Argirò e Malacarne Gentile il gip ha respinto la richiesta di domiciliari.

Il secondo episodio riguarda presunti favori, sempre con l’intermediazione di Matta, a Sergio Vella, titolare della Seap Bio Energy srl. Armao avrebbe individuato i funzionari incaricati dell’istruttoria per la valutazione di impatto ambientale di un impianto di selezione dei rifiuti ad Aragona, nell’Agrigentino. Anche per Vella il gip ha negato i domiciliari.

Infine, in cambio di 6mila euro, Armao avrebbe fatto pressioni sull’ex dirigente dell’assessorato regionale alla Salute Salvatore Iacolino, poi indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, per bloccare il decreto che ampliava il numero delle società convenzionate per le cure palliative. L’obiettivo, secondo l’accusa, era favorire la Samo onlus. Per questo episodio Armao è indagato in concorso con Zancla.

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