Trump, i democratici preparano le inchieste del Congresso sui suoi affari

Di Alessandro Torrisi ·3 min di lettura
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«Trovatevi un avvocato». È il messaggio che Robert Garcia, presidente in pectore dell’House Oversight Committee, il principale comitato investigativo della Camera, ha consegnato a Donald Trump, ai suoi familiari e ai suoi soci in affari. Ora che controllano il Congresso, i democratici si preparano ad avviare una serie di inchieste parlamentari sulla rete di donazioni e affari costruita dal presidente in quasi due anni di mandato.

Nel solo 2025 Trump ha incassato 2,2 miliardi di dollari dalle sue iniziative imprenditoriali, dalle criptovalute all’immobiliare, dai telefonini d’oro al social Truth. A questo si aggiungono donazioni per centinaia di milioni di dollari da imprese e privati per progetti come la nuova sala da ballo della Casa Bianca.

«La corruzione ha un costo», ha avvertito Hakeem Jeffries, favorito per diventare il prossimo presidente della Camera. «A quanto pare, in alcuni casi sono stati accordati a pagamento provvedimenti di grazia per illeciti aziendali; in altri sono stati versati contributi in cambio di misure governative che hanno reso più costosa la vita degli americani». Jeffries ha promesso «indagini sin dal primo giorno».

Niente impeachment

I democratici non sembrano intenzionati a ricorrere all’impeachment, una lunga procedura che potrebbe distogliere il Congresso dalla priorità di ridurre l’inflazione. Qualche giorno prima delle elezioni di metà mandato, Trump ha ventilato la possibilità di concedere una grazia preventiva a familiari e alleati, a cominciare da Elon Musk. Il potere del Congresso di imporre la consegna di documenti e la testimonianza sotto giuramento potrebbe però far emergere retroscena su almeno sette filoni d’inchiesta.

Criptovalute, figli e alleati

Le criptovalute sono diventate la prima fonte di introiti del presidente, che dalla memecoin $Trump e dalla cripto Wlfi ha incassato nel 2025 oltre 1,1 miliardi. Dal settore ha ricevuto donazioni per 116 milioni, mentre la sua amministrazione ha lasciato cadere il 60% delle indagini sul comparto.

Tra i graziati c’è «Cz», fondatore di Binance, piattaforma che ha collaborato al lancio della stablecoin Usd1 di World Liberty Financial, controllata dalla Trump Organization. Il 49% di quella società è stato acquistato per 500 milioni da Tahnoon bin Zayed Al Nahyan, consigliere per la sicurezza nazionale degli Emirati; pochi mesi dopo Abu Dhabi ha ottenuto accesso ai chip più avanzati di Nvidia grazie a una modifica delle regole sull’export.

I figli Donald Jr. ed Eric hanno investito in imprese favorite dalle politiche del padre, tra cui i mercati predittivi Kalshi e Polymarket. Musk, che nel 2024 aveva donato oltre 270 milioni alla campagna di Trump, ha visto la sua SpaceX ottenere appalti pubblici per quasi 10 miliardi dall’inizio del secondo mandato.

Il jet del Qatar e la sala da ballo

Trump ha ricevuto dal Qatar un Boeing 747-8 da 400 milioni destinato a diventare il nuovo Air Force One, il cui adattamento è costato, secondo alcune stime, un miliardo. Il genero Jared Kushner, incaricato di dossier come Gaza e l’Ucraina, ha raccolto con il fondo Affinity miliardi dai fondi sovrani di Qatar, Arabia Saudita ed Emirati. Infine la sala da ballo della Casa Bianca: un costo previsto di 600 milioni e oltre 330 milioni di donazioni, con in prima fila Apple, Nvidia, Google e Amazon.

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