Arriva in libreria il 20 novembre l’edizione italiana di Palestina ovunque, l’antologia che riunisce scrittori, pensatori, artisti e poeti con l’obiettivo di dare risonanza globale alla lotta palestinese. La pubblica la casa editrice veneziana wetlands, con la cura di Anna Nadotti e Norman Gobetti.
Il volume esce a poco più di un anno da Hanno ucciso habibi, titolo dello stesso editore vincitore del Premio Inge Feltrinelli 2026. Palestina ovunque era uscito nel 2025 nel mondo anglosassone per TBA21 e Silver Press, con la curatela di Skye Arundhati Thomas.
Il titolo si ispira a un’affermazione del docente e scrittore Nasser Abourahme, secondo cui "la Palestina è ovunque perché designa un soggetto politico di emancipazione universale radicale". Il libro propone una riflessione su resistenza, solidarietà e diritto all’autodeterminazione attraverso diari, poesie, lettere dal carcere, saggi e opere d’arte di autrici e autori di Gaza e della diaspora palestinese.
Secondo l’editore, si tratta di testi scritti "nonostante la fame e i bombardamenti, prima e dopo il ‘cessate il fuoco’, atti di resistenza capaci di aggirare la censura e la guerra con l’esplicito intento di parlare a Gaza, e non solo di Gaza". Nelle pagine si racconta come a Gaza si continuino a raccogliere le olive sotto le bombe e a macinare insieme chicchi di caffè e ceci.
Un fornaio ritrova sotto le macerie un forno ancora intatto e ricomincia a cuocere il pane, mentre altrove una bambina disegna col gesso le caselle della campana su una strada sventrata.
Tra i contributi figurano quelli di Alaa Abd El-Fattah, Maisara Baroud, Lina Meruane, Shrouq Aila, Houria Bouteldja, Mohammed Mhawish, Sahar Khalifeh, Laleh Khalili, Rahul Rao, Adam Rouhana e dello stesso Nasser Abourahme, insieme a molti altri.
La raccolta "non intende spiegare né giustificare", si legge nella prefazione. "Non è interessata alla neutralità. Piuttosto, indaga le esperienze di vita e creatività in uno stato di assedio, espropriazione e minaccia". Le pagine, prosegue il testo, raccolgono poesie, saggi e testimonianze "che sono atti di sopravvivenza e dignità. Invitano a chiedersi: qual è il limite oltre il quale l’inerzia diventa follia?".


