Leone XIV parte per il Sudamerica 23 giorni dopo l’operazione al polmone

Di Vincenzo Ottoboni ·3 min di lettura

Papa Leone XIV è partito questa mattina, 6 novembre, da Fiumicino per Montevideo a bordo del volo Az4000. È la prima tappa di un viaggio di dodici giorni in Sudamerica, che arriva appena ventitré giorni dopo l’intervento chirurgico con cui gli è stato rimosso un tumore maligno al polmone. Il volo dura tredici ore e mezzo e l’arrivo nella capitale dell’Uruguay è previsto alle 20,30 italiane.

Dopo l’Uruguay, domenica il Papa andrà in Argentina. Da mercoledì prossimo al 16 novembre sarà poi in Perù, il Paese dove Robert Francis Prevost ha vissuto una ventina di anni, prima come missionario e poi come vescovo.

L’operazione ha comportato l’asportazione del lobo inferiore destro del polmone. I medici del Gemelli hanno però dato il nulla osta alla partenza. Secondo la Santa Sede, la convalescenza è andata bene senza bisogno di altre terapie e anche l’assistenza medica durante il viaggio sarà quella «ordinaria». Il medico curante Luigi Carboni e il suo staff seguiranno il pontefice, come avviene nei viaggi internazionali.

Anche il programma, fitto di impegni, è stato confermato: dodici giorni e altrettanti aerei, più due elicotteri, per 31 mila chilometri e quattordici località nei tre Paesi. Sono previsti trentasette discorsi, tutti in spagnolo. Restano in calendario anche le tappe più delicate, sulle Ande peruviane.

Sabato 14 Leone XIV raggiungerà in elicottero Santa Cruz de Succhubamba, a oltre duemila metri di altitudine, e il giorno dopo volerà a Cuzco, l’antica capitale dell’impero Inca, a 3.400 metri. L’aeronautica militare del Perù ha fatto sapere di aver preparato un aereo ambulanza da usare in caso di necessità.

Nel mondo i cattolici sono un miliardo e 400 milioni. Il 27,3 per cento, la maggioranza relativa, vive in America del Sud, anche se nel continente avanzano la secolarizzazione e i movimenti evangelici e pentecostali. L’Uruguay è il Paese più laico della regione. Secondo Equipos consultores, il 76 per cento dei tre milioni e mezzo di abitanti è battezzato, ma solo il 36 per cento si dice cattolico.

La separazione tra Stato e Chiesa è così netta che ufficialmente il Natale si chiama «Giornata della Famiglia», l’Epifania «Giornata dei Bambini» e la Settimana Santa di Pasqua «Settimana del Turismo». Già nel Paese un tempo definito «la Svizzera del Sudamerica» il Papa comincerà ad affrontare i temi del viaggio: povertà, disuguaglianze sociali e tutela delle risorse naturali, a partire dall’acqua.

Le giornate in Argentina saranno legate anche al ricordo di Francesco, che in dodici anni di pontificato non è mai tornato nel suo Paese. Il 28 agosto 2004, festa di sant’Agostino, l’allora priore generale degli agostiniani Robert Francis Prevost e l’arcivescovo Jorge Mario Bergoglio concelebrarono una Messa a Buenos Aires, nella parrocchia intitolata al santo.

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