Ad anticiparlo è la canzone «Nella borsa di Anna». Zanotti, 32 anni, è padre da 11 mesi di Alessandro, che porta il nome del patrono di Bergamo, e spiega che la paternità attraversa tutto l’album.
«Canto sempre della mia vita e siccome è stata sconvolta da questo evento, tutte le canzoni avranno a che fare con l’idea di lascito e di eredità», dice. Il disco è diviso fra passato, presente e futuro. Il nuovo singolo, precisa, racconta la storia di un amico e non la sua: la sua vita privata è «al momento impeccabile». Matrimonio? «Al momento no».
Tra i ricordi d’infanzia c’è la batteria regalata dalla madre Cristina, insegnante elementare, quando lui aveva 4 anni. A 9 anni la madre la buttò senza preavviso, perché i vicini si lamentavano, e gli comprò una chitarra. «Un trauma che non ho dimenticato», dice Zanotti. Il primo ricordo di un evento collettivo è invece il fallimento di Lehman Brothers: il padre, muratore, rimase senza lavoro per un anno e mezzo.
Sulla sua generazione il cantante osserva: «La nostra vita è scandita dalle crisi: l’11 settembre, la Lehman, il Covid… Siamo in svantaggio numerico». E aggiunge: «Se ci date fiducia, noi ce la prendiamo». Sulle proteste studentesche finite con vetrine rotte trova triste che facciano più rumore delle «migliaia di giovani che fuggono all’estero». I decreti del governo gli sono sembrati «una pezza e non una vera soluzione».
Contrario anche al divieto dei social per i minori: «Vietarli non mi sembra la strada giusta». In politica dice di non capire «i movimenti del campo largo». Quanto a Giorgia Meloni, Zanotti dice di non essere vicino alla premier e vede negli ultimi anni di governo «un immobilismo».
Su Max Pezzali, a cui la band viene spesso paragonata, parla di «vera amicizia»: il cantante li invitò a cena dopo che il nipote li aveva visti suonare a una festa della birra. Le decisioni più importanti del gruppo, racconta, si prendono da Lin, un ristorante cinese alle porte di Bergamo.
Prima di tornare negli stadi la prossima estate, i Pinguini suoneranno a fine novembre in quattro piccoli club. Il prezzo del biglietto? «Trentadue euro, 32 come i miei anni, o anche come una cena in trattoria».


