Il recente afflusso di oltre 72.000 migranti a Ceuta ha scosso le relazioni tra la Spagna e il Marocco, portando politici di estrema sinistra e destra ad unirsi contro l’idea che il Marocco possa ospitare insieme alla Spagna e al Portogallo il Mondiale di calcio del 2030.
L’afflusso migratorio e le accuse contro Rabat
Gli eventi recenti a Ceuta hanno scatenato un’ondata di indignazione nei confronti dell’apparente partecipazione del Marocco all’afflusso di migranti. Sumar, parte della coalizione di governo guidata da Pedro Sánchez, ha sostenuto che il Marocco non dovrebbe ottenere “prestigio, benefici economici e legittimazione internazionale” dal ruolo nel Mondiale del 2030 fino a quando le accuse riguardo alla sua partecipazione all’ultimo afflusso di migranti non saranno risolte.
La reazione di Vox
Menche di 24 ore dopo la proposta di Sumar, il partito di estrema destra Vox ha presentato una mozione simile. Il documento sostiene che la Spagna deve opporsi con fermezza all’idea di ospitare un evento di tale rilievo insieme a un paese “non un partner affidabile”.
Il contesto politico spagnolo
La proposta di Vox, come quella di Sumar, non è vincolante ed esprime soltanto una posizione del partito. Tuttavia, esse evidenziano la crescente preoccupazione tra i parlamentari spagnoli riguardo alle relazioni con il Marocco dopo l’ultima crisi migratoria a Ceuta.
La reazione di Madrid
Al contrario dei due partiti estremi, il governo socialista guidato da Sánchez si è astenuto dal fare accuse esplicite contro Rabat, cercando invece una rapida soluzione della situazione. Secondo le fonti spagnole, molti politici vedono l’afflusso di migranti come un tentativo del Marocco di esercitare pressioni politiche sul vicino.
Altri partiti che si schierano contro il Marocco
Non sono soltanto Sumar e Vox a chiedere la sospensione della collaborazione con il Marocco per l’organizzazione del Mondiale. Anche Podemos, un’altra formazione di estrema sinistra spagnola, e Livre, una formazione ecologista portoghese, hanno espresso la loro opposizione al coinvolgimento marocchino.
Il contesto dell’organizzazione del Mondiale 2030
In seguito alla decisione di FIFA nel 2023, il Marocco era stato incluso come co-ospitante insieme alla Spagna e al Portogallo per il campionato mondiale di calcio 2030. La nazione nordafricana avrebbe ospitato gare in nuovi stadi che si aggiungerebbero a quelli già esistenti nei paesi europei.
Controversie intorno alla FIFA e al Marocco
Il giorno della proposta di Sumar, è emersa una controversia riguardo all’offerta fatta da Gianni Infantino, presidente di FIFA, ai funzionari marocchini. Secondo un rapporto del quotidiano britannico The Times, l’ufficio federale marocchese avrebbe ricevuto l’opportunità di ospitare la finale in cambio di una dichiarazione di supporto al torneo.
FIFA ha negato queste accuse, sostenendo che il suo presidente non avesse fatto alcuna promessa formale. Tuttavia, l’affermazione ha ulteriormente rafforzato le preoccupazioni intorno alla collaborazione tra i tre paesi ospitanti del Mondiale.
Prospettive future
La crisi attuale mette in discussione non solo il ruolo del Marocco nell’afflusso migratorio di recente, ma anche la sua idoneità a ospitare le gare del Mondiale 2030. La decisione finale spetta tuttavia alle autorità sportive internazionali e ai governi coinvolti.
Con una serie di proposte parlamentari che chiedono un riesame della situazione, l’organizzazione del torneo si trova ora in uno stato di incertezza. I futuri sviluppi dipendranno da come le autorità spagnole e marocchine risolveranno la recente crisi e dalle loro decisioni riguardo al progetto olimpico congiunto.