Il presidente Donald Trump continua ad attaccare il sistema elettorale che ritiene corrotto, muovendo contro l’attuale struttura con una serie di azioni drastiche prima delle prossime elezioni intermedie.
Disgregazione del sistema elettorale
Trump sta cercando di disgregare il sistema elettorale esistente attraverso tagli, licenziamenti e minacce. L’ultima mossa ha riguardato l’Election Assistance Commission (EAC), un organismo che Trump ha praticamente messo fuori gioco sostituendo le sue leadership.
Impatto sulle elezioni
Esperti sottolineano che queste azioni potrebbero avere gravi conseguenze per il sistema elettorale. Il presidente è già stato bloccato in tribunale quando ha cercato di imporre modifiche tramite decreti presidenziali.
Proposte contro l’anonimato dei votanti
Trump continua a insistere con i repubblicani al Congresso per approvare leggi che obbligano i cittadini a dimostrare la loro identità quando vanno a votare. L’amministrazione ha anche inviato lettere alle autorità statali minacciando di perseguire legalmente chi permette ai non-cittadini di partecipare alle elezioni, un’iniziativa che i difensori dei diritti al voto ritengono già illegale secondo varie leggi federali.
Minaccia alla sicurezza delle elezioni
Il Dipartimento della Sicurezza Interna minaccia di sospendere gli stanziamenti destinati alla sicurezza elettorale se i singoli stati non adottano sistemi centralizzati per verificare la cittadinanza dei votanti. La Cybersecurity and Infrastructure Security Agency (CISA) è stata costretta a ridurre le sue attività dopo licenziamenti interni.
Discorso di Trump
Il presidente si prepara a tenere un discorso il giovedì successivo che potrebbe rafforzare la sua teoria secondo cui l’elettorato del 1920 è stato manipolato contro di lui. Questo intervento sarà una nuova mossa per sminuire la fiducia nella gestione delle elezioni, sia federali che locali.
Preoccupazioni diffuse
Membro democratica dell’Elezioni Commissione Ann Jacobs sostiene che queste azioni sono parte di un piano mirato a indebolire il sistema elettorale. Gli osservatori politici si chiedono quanto della retorica di Trump sarà trasformato in realtà, mentre alcuni esperti temono scenari più preoccupanti.
L’azione diretta contro le elezioni
Il pericolo maggiore sarebbe una interferenza diretta con il corretto svolgimento delle elezioni. Secondo Stephen Richer, ex segretario della contea di Maricopa in Arizona, la possibilità non è da escludere, anche se considerata improbabile.
Discorsi e promesse
Il discorso di Trump del giovedì prossimo verrà utilizzato per citare riferimenti alle vulnerabilità delle macchine elettorali. La Casa Bianca ha ribadito che il presidente è determinato a garantire la sicurezza dei processi elettorali, sottolineando l’importanza di prevenire le frodi.
Impatto sulle risorse federali
La rimozione delle leadership della EAC ha lasciato senza guida un importante strumento per la gestione delle elezioni. La commissione stessa, pur continuando a distribuire fondi destinati alla sicurezza elettorale, non può più formulare nuove strategie o approvare aggiornamenti alle linee guida sulla sicurezza dei sistemi di votazione.
La strada da percorrere
Thomas Hicks, ex commissario della EAC, ha espresso preoccupazioni sui futuri movimenti del presidente Trump all’interno dell’organismo. Hicks ha ricevuto la notizia del proprio licenziamento via email senza alcun avviso preventivo.
Il piano di Trump per destabilizzare il sistema elettorale potrebbe avere profonde conseguenze sulle prossime elezioni intermedie, ma le sue azioni effettive rimangono da vedere. Nel frattempo, gli esperti continuano a seguire con attenzione ogni mossa del presidente.


