Un gruppo di paesi ricchi del Nord dell’UE ha lanciato una rivolta contro un piano che prevede tagli minimali al bilancio comunitario. Il governo cipriota, attualmente alla guida della presidenza del Consiglio dell’UE, ha proposto una riduzione del 2% rispetto alle cifre iniziali della Commissione Europea per il periodo dal 1° gennaio 2028 al 31 dicembre 2034. Questo taglio modesto di circa 32 miliardi di euro non soddisfa le esigenze dei paesi fiscali conservatori, come la Germania e i Paesi Bassi.
Tagli insufficienti per i paesi del Nord
Il ministro delle Finanze olandese Eelco Heinen ha definito la proposta "non sostenibile" e "sbagliata", notando che l’ammontare complessivo rimane troppo elevato. La Germania e i Paesi Bassi, insieme ad altri paesi frugali come Austria e Danimarca, ritengono che sia necessario un taglio più significativo.
La corsa verso dicembre
Gli 27 Stati membri dell’UE lavorano a un accordo sul bilancio entro dicembre, per evitare problemi potenziali legati alle elezioni presidenziali francesi previste per aprile del 2027. Il budget, noto come quadro finanziario pluriennale (QFP), regola la spesa centrale dell’UE, dalle sussidiazioni agricole alla costruzione di strade e ai progetti culturali.
Il compromesso cipriota
Marilena Raouna, viceministro europeo del Cipro, ha affermato che la proposta offerta dai Ciprioti è un punto di partenza per le trattative. Tuttavia, questo pacchetto non ha trovato consenso tra i paesi frugali. La Germania e i Paesi Bassi hanno espresso la loro insoddisfazione.
Diversità di interessi
Il compromesso proposto dal Cipro si è spostato per soddisfare un’alleanza di 16 nazioni che chiedono più fondi per l’agricoltura e le politiche regionali. Questo ha generato tensioni con una coalizione guidata dall’Italia, dalla Spagna e dalla Polonia, che sostiene un bilancio maggiore.
Tagli nei programmi di competenza europea
Il Cipro ha applicato tagli del 3,9% al Fondo per la competitività europea e al Fondo Global Europe. Questi fondi servono a finanziare le imprese innovative e l’aiuto allo sviluppo internazionale. Tali decisioni hanno suscitato una reazione negativa presso i paesi del Nord, che favoriscono un trasferimento di denaro verso nuove sfide come la sicurezza difensiva e la competitività industriale.
La questione delle politiche agricole
I sussidi agli agricoltori e le pagamenti regionali sono stati esentati dai tagli. Questo ha portato sollievo tra i paesi meridionali ed esterni dell’UE, ma non soddisfa i paesi frugali che vogliono riduzioni significative.
Legami con la democrazia e le riforme
I sostenitori della proposta cipriota sostengono che ci sia una maggiore correlazione tra gli stanziamenti UE e le riforme democratiche, un richiamo delle nazioni del Nord. Tuttavia, questa giustificazione non ha convinto i paesi frugali.
Sussidi per i paesi più poveri dell’UE
Il Cipro ha aumentato di 5 miliardi gli stanziamenti destinati ai 15 paesi con un reddito nazionale lordo inferiore al 90% della media UE. Questa decisione è stata vista come una vittoria per i paesi meridionali ed esterni dell’UE, ma ha suscitato preoccupazioni nei paesi del Nord che vogliono maggiore flessibilità.
Il prossimo passo: la presidenza irlandese
La situazione è in bilico e rimane molto da fare. L’Irlanda succederà al Cipro nella presidenza dell’UE dal luglio 2023, con l’obiettivo di avvicinare gli Stati membri a un accordo finale.
Tensioni crescenti
La discussione sul budget UE si evolve in una fase critica. Gli scontri tra paesi frugali e quelli che desiderano più fondi mettono a dura prova il compromesso europeo. La questione è complessa, con interessi contrastanti che richiedono un delicato equilibrio.


