Il capo della politica commerciale dell’Unione Europea (UE), Maroš Šefčovič, ha presentato una nuova proposta durante il Forum Economico della Sicurezza di Bruxelles. La proposta prevede la creazione di un “strumento di diversificazione” per garantire che l’industria europea non sia troppo dipendente da fornitori singoli in settori sensibili come i semiconduttori e i terreni rari.
Il problema del monosuppliership
L’UE dipende in gran parte dalla Cina per la fornitura di terreni rari, con oltre il 90% dei bisogni europei che provengono da quel paese. L’annuncio delle proposte di Šefčovič arriva dopo che Beijing ha impostato restrizioni sulle esportazioni di magneti a base di terreni rari e su alcuni semiconduttori, interrompendo così le forniture alle aziende europee.
I motivi della proposta
Šefčovič sostiene che la dipendenza da un solo fornitore rende l’UE vulnerabile a eventuali pressioni politiche o problemi industriali. “Se si tratta di forniture critiche, bisogna avere almeno tre diversi fornitori per garantire che non ci sia nessun rischio di essere penalizzati per ragioni politiche,” ha spiegato Šefčovič.
L’esempio dell’Energy Union
Il vicepresidente della Commissione europea si è ispirato all’Energy Union, un’iniziativa che ha contribuito a spezzare la dipendenza dell’UE dalle importazioni di energia russa dopo l’annessione della Crimea da parte di Vladimir Putin nel 2014.
Un incontro con la Cina
Il rappresentante commerciale dell’UE si incontrerà alla fine del mese a Bruxelles con Wang Wentao, suo omologo cinese. Šefčovič sta lavorando per definire una proposta legislativa che potrebbe essere discusso durante la prossima riunione dei leader europei prevista tra il 18 e il 19 giugno.
Un dialogo con la Cina
Nel corso della settimana Šefčovič ha chiamato suddetti paesi a intensificare i loro contatti per affrontare l’equilibrio commerciale “insostenibile” tra l’UE e la Cina, che si è ampiamente aggravato nel 2023. Il deficit commerciale bilaterale ha raggiunto il record di €360 miliardi.
La necessità di nuove regole
Šefčovič ha ribadito che non si tratta solo di un problema legato ai terreni rari, ma riguarda ogni settore a rischio. “Sappiamo dell’urgenza per i minerali critici, ma ogni settore di alto rischio deve essere indipendente da fornitori singoli,” ha affermato.
Le conseguenze delle restrizioni cinesi
L’ultima volta che la Cina ha imposto restrizioni alle esportazioni di terreni rari, nel 2019, le aziende europee hanno subito gravi interruzioni nelle forniture. Nel corso dell’anno scorso si è verificato un caso simile con i semiconduttori: dopo che il governo olandese ha assunto il controllo delle operazioni locali di Nexperia, una società cinese, sono state bloccate le consegne di componenti elettronici ai produttori automobilistici europei.
Collaborazione internazionale
L’UE ora sta collaborando con gli Stati Uniti e altri paesi per identificare alternative alle forniture cinesi. Le decisioni prese finora non sono sufficienti a garantire la sicurezza strategica dell’Europa.
Il progetto di Šefčovič mira a creare un quadro regolamentario che aiuti l’UE ad affrontare le sfide legate alla dipendenza da fornitori singoli e a promuovere una maggiore stabilità nel sistema globale delle catene di approvvigionamento. La proposta è solo il primo passo verso la creazione di un meccanismo più ampio che dovrebbe essere discusso in dettaglio dai leader europei in giugno.


