Chiusura dello Stretto di Hormuz Potrebbe Scatenare Crisi Alimentare Entro Un Anno

Di Alessandro Torrisi ·3 min di lettura
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La chiusura dello stretto di Hormuz potrebbe provocare una drammatica escalation dei prezzi alimentari a livello globale entro sei mesi e fino a un anno, secondo l’avvertimento dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO). Questo è il messaggio urgente lanciato dalla FAO mercoledì.

La crisi imminente:

L’impatto della chiusura dello stretto di Hormuz si farà sentire in diversi gradi. Prima avrà luogo un aumento dei prezzi energetici, seguito da quello del fertilizzante e poi dai semi e dalle produzioni agricole. Infine, i consumatori di tutto il mondo potrebbero riscontrare una forte inflazione nei costi alimentari.

Decisioni cruciali:

Le scelte attuali dei governi e degli agricoltori riguardo all’utilizzo del fertilizzante, alle importazioni, al finanziamento e alla scelta delle colture determineranno se i prezzi alimentari saldranno in modo drastico nel corrente anno o nelle prossime settimane di gennaio 2027. Secondo Massimo Torero, economista capo della FAO, "è il momento di pensare seriamente a come aumentare la capacità assorbente dei paesi e a incrementare la loro resilienza al rischio di interruzione delle forniture".

Impatto già avvertito:

Il recente aumento del 48% nel prezzo del fertilizzante ammoniaca da marzo a maggio ha contribuito ad innalzare il FAO Food Price Index, che misura le variazioni mensili dei prezzi delle materie prime alimentari internazionali. L’indice è salito per il terzo mese consecutivo in aprile, principalmente a causa dei costi energetici elevati e della crisi nel Medio Oriente.

Paesi più esposti:

I paesi poveri d’Asia, Africa e America Latina sono i più vulnerabili alla chiusura dello stretto di Hormuz. Tradizionalmente questi stati acquistano il fertilizzante a base di azoto dalle nazioni del Medio Oriente, rendendo la loro produzione agricola particolarmente sensibile alle interruzioni delle forniture.

Azioni urgenti:

Il giorno prima dell’avvertimento della FAO, la Commissione Europea ha presentato un piano d’azione sul fertilizzante che prevede misure a lungo termine come il riciclaggio di concimi e rifiuti agricoli. Tuttavia, non ha introdotto alcuna soluzione rapida per ridurre i costi del fertilizzante per gli agricoltori europei.

Raccomandazioni della FAO:

L’agenzia delle Nazioni Unite ha richiamato l’attenzione su alcuni passi urgenti da adottare. Tra le sue raccomandazioni vi sono la ricerca di alternative alle rotte commerciali che passano per il canale di Hormuz, l’evitazione delle restrizioni all’esportazione e la protezione dei flussi umanitari alimentari dai vincoli commerciali.

Prepararsi al peggio:

La FAO ha sottolineato l’importanza per i governi di iniziare a pensare seriamente alle strategie per affrontare un eventuale crollo delle forniture alimentari. Le nazioni dovrebbero aumentare la loro capacità di assorbimento e resilienza, per mitigare al minimo gli effetti negativi che potrebbero derivare dalla chiusura dello stretto di Hormuz.

L’avvertimento della FAO mette in guardia contro i rischi di una crisi alimentare globale a breve termine, sottolineando l’urgenza delle azioni da parte dei governi per mitigare gli effetti di una potenziale chiusura dello stretto di Hormuz. La preparazione e la pianificazione sono chiavi per affrontare i futuri shock nel sistema alimentare mondiale.

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