La Cassazione esclude ogni legame tra Berlusconi, Dell’Utri e Cosa Nostra: “Un teorema illogico e non dimostrato”
Con una decisione destinata a segnare la fine di una delle vicende giudiziarie più discusse degli ultimi trent’anni, la Corte di Cassazione ha escluso in modo definitivo qualsiasi rapporto tra Silvio Berlusconi, Marcello Dell’Utri e Cosa Nostra. I giudici della Suprema Corte hanno respinto il ricorso presentato dalla Procura generale di Palermo, che aveva chiesto la sorveglianza speciale e la confisca dei beni dell’ex senatore di Forza Italia e dei suoi familiari.
La sentenza, che conferma integralmente la decisione già emessa dalla Corte d’Appello di Palermo, ha definito “illogico e non provato” il teorema accusatorio secondo cui le imprese berlusconiane avrebbero avuto collegamenti, diretti o indiretti, con l’organizzazione mafiosa siciliana. Nel provvedimento si legge che “non è mai emersa alcuna prova processuale di attività di riciclaggio o di infiltrazione mafiosa nelle aziende riconducibili a Silvio Berlusconi, né nella fase di fondazione del gruppo imprenditoriale né nei decenni successivi”.
La Cassazione ha dunque ritenuto infondata la richiesta della Procura di applicare misure patrimoniali e di prevenzione nei confronti di Marcello Dell’Utri, ribadendo che le presunte relazioni con esponenti di Cosa Nostra non trovano riscontro nei fatti. Già i giudici di primo grado avevano definito tali tesi “semplicistiche e prive di fondamento”, evidenziando l’assenza di riscontri concreti a sostegno delle ipotesi accusatorie.
La decisione della Suprema Corte ha suscitato numerose reazioni nel mondo politico. Antonio Tajani, leader di Forza Italia e vicepremier, ha sottolineato come la sentenza “smentisca definitivamente anni di menzogne e calunnie”, ricordando che “i rapporti economici tra Berlusconi e Dell’Utri erano legati esclusivamente a un’amicizia profonda e duratura, non a presunti silenzi su accordi mai esistiti”.
Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha definito la decisione “la conclusione di una lunga e dolorosa vicenda”, aggiungendo che “la verità, alla fine, trova sempre la sua strada”. Schifani ha voluto ricordare la figura di Silvio Berlusconi come “un uomo di straordinaria energia e passione civile, spesso colpito da pregiudizi ma sempre coerente nella difesa dei valori democratici”.
Anche Paolo Barelli, presidente dei deputati di Forza Italia, ha parlato di “una sentenza che spazza via, una volta per tutte, le ombre infamanti gettate sulla figura di un grande leader”. Pur riconoscendo l’amarezza per una verità arrivata con grande ritardo, Barelli ha evidenziato che la pronuncia “restituisce dignità e chiarezza alla storia politica e personale di Berlusconi”.
Il presidente dei senatori azzurri, Maurizio Gasparri, ha ribadito che la decisione “conferma ciò che è sempre stato sostenuto dentro e fuori dal Parlamento: Berlusconi e Dell’Utri non hanno mai avuto legami con la mafia”. Secondo Gasparri, “la Cassazione smentisce ricostruzioni faziose e strumentali, utilizzate per anni come arma politica e mediatica contro Forza Italia e il suo fondatore”.
Per la ministra delle Riforme Elisabetta Casellati, la pronuncia “chiude trent’anni di mistificazioni e attacchi infondati”. Casellati ha ricordato che Berlusconi “ha sempre combattuto la mafia da premier e da uomo delle istituzioni, promuovendo leggi che hanno rafforzato lo Stato nella lotta alla criminalità organizzata”.
A queste parole si è unita Deborah Bergamini, vicesegretaria nazionale di Forza Italia, che ha parlato di “una demolizione del teorema mediatico-giudiziario costruito intorno alla figura di Berlusconi”. Secondo Bergamini, la decisione della Cassazione “restituisce verità e giustizia dopo anni di narrazioni distorte, fondate su sospetti e pregiudizi”.
Con questa sentenza, la Corte di Cassazione pone dunque fine a una stagione di accuse e sospetti che per decenni hanno accompagnato la storia politica e giudiziaria di due figure centrali del centrodestra italiano. Una pagina che si chiude con una parola chiara e definitiva: nessun legame tra Silvio Berlusconi, Marcello Dell’Utri e Cosa Nostra.


