Germania si divide sul futuro dei droni da combattimento autonomi

Di Cesare Borgia ·3 min di lettura
Punti chiave

La Germania si trova di fronte a un dilemma strategico riguardo alla scelta tra l’acquisto di droni da combattimento autonomi già disponibili o l’attesa dell’evoluzione di progetti europei. Secondo quanto riportato, il ministero della Difesa tedesco è diviso su come raggiungere la meta NATO del 2035 e il proprio obiettivo più ambizioso del 2029.

Il problema della scelta

Il ministero sta esaminando due opzioni principali: acquistare il MQ-28 Ghost Bat prodotto da Boeing Australia come soluzione di transizione, o attendere l’evoluzione di droni europei. Gli esperti del ministero sostengono che la prima opzione è l’unica pratica per rispettare i tempi previsti.

Il dilemma strategico

La Germania vuole una flotta di velivoli da combattimento non pilotati, in linea con le esigenze della NATO. Ma l’acquisto del Ghost Bat potrebbe creare problemi politici e tecnologici. Il drone richiederebbe modifiche significative per adattarlo alle esigenze tedesche.

Le alternative europee

Altre opzioni, come il CA-1 Europa sviluppato da Hensoldt e Rheinmetall, non sono ancora pronte. La scelta di un drone straniero potrebbe compromettere la sovranità tecnologica della Germania.

Il costo dell’acquisto

Un acquisto iniziale di 12 Ghost Bat costerebbe intorno ai 820 milioni di euro, con parte del lavoro industriale fuori dal paese. Questo scenario crea un conflitto tra la necessità di modernizzare le forze armate e l’obiettivo di mantenere la produzione e lo sviluppo tecnologico in patria.

Il compromesso politico

Il ministero propone ora di condurre una gara d’appalto prima dell’acquisto, permettendo ai progetti europei di maturare ulteriormente. Questa strategia riduce il rischio di investire in un velivolo che necessiterebbe modifiche prolungate, ma allunga i tempi per la scelta finale e l’introduzione operativa.

Il ritardo temporale

La nuova linea guida prevede di sospendere l’obiettivo del 2029. L’appalto potrebbe cominciare solo nel 2027, rendendo impossibile raggiungere il target originario per la scelta dell’aeromobile e la sua adattazione.

La soluzione temporanea

Per colmare il gap operativo fino al 2035, la Germania potrebbe utilizzare missili di crociera. Tuttavia, questi non offrono le stesse capacità dei droni da combattimento autonomi.

Il segretario di stato Jens Plötner deve ora decidere sulla strada da seguire per garantire che la Germania sia in linea con gli impegni NATO e al tempo stesso promuova lo sviluppo industriale europeo.

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