Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi, il capo della Polizia postale Ivano Gabrielli e il sindaco di Aviano, Paolo Tassan-Zanin, compaiono in una lista di diciotto nomi presi di mira dal gruppo di hacker filorussi NoName057(16). Gli attacchi non colpiscono più soltanto istituzioni o attività economiche ma persone fisiche, il segnale di un’escalation nella guerra ibrida.
L’elenco delle personalità, prese di mira già da alcune settimane, è stato pubblicato nel dark web sotto la sezione «Tribunale per coloro che meritano un verdetto pubblico». Gli hacker non si limitano a diffondere notizie personali: invitano gli utenti a fornirne di nuove, dietro pagamento. Nella lista ci sono anche Michael Schmid, presidente di Eurojust, Benjamin Krause, magistrato della Procura di Francoforte, Holger Münch, capo della polizia criminale tedesca, e Amaury-Jacques Garçon, consulente per la cybersicurezza del ministero della Difesa francese.
«Criminali informatici sono pronti a pagare per altri dettagli su di me e sui miei cari. Continuerò a difendere le ragioni dell’Ucraina, a lavorare per la pace», ha dichiarato Tajani. Il ministro ha annunciato di aver chiesto al G7 di lunedì a Parigi di porre il tema «al centro del nostro dibattito» e ha lanciato un appello alla politica italiana: «Difendiamo la democrazia, la libertà, e impediamo che la guerra ibrida ci metta in ginocchio».
Ironica la replica dell’ambasciata russa in Italia: «Abbiamo sentito dire che nel dark web si spaccia la droga. Quindi, stiamo alla larga».
Il sindaco di Aviano si è detto stupito: «Sono semplicemente il sindaco di una cittadina che ospita la Base Usaf, ma non ho alcun tipo di influenza su ciò che accade al suo interno».
Dopo le decine di casi dei giorni precedenti, ieri non sono arrivate nuove minacce di ordigni a bordo degli aerei. La Procura di Parigi ha aperto un fascicolo per verificare un possibile collegamento degli autori con «potenze straniere». Secondo il Financial Times, le agenzie di intelligence europee hanno avviato un’indagine congiunta per capire se l’ondata di falsi allarmi bomba sia riconducibile ad attivisti vicini al presidente Putin. Anche Europol si riunirà nei prossimi giorni.
I primi sospetti portano in Russia anche per l’attacco informatico alla società Bbt Se, che gestisce la costruzione della galleria di base del Brennero. La violazione, avvenuta il 17 ottobre e resa nota solo ora, sarebbe opera del gruppo russofono «Everest». L’azienda ha confermato l’incursione, precisando che «l’incidente non ha avuto ripercussioni sulle attività operative». Il 3 novembre anche la piattaforma Smartbox ha subito un accesso non autorizzato, con il furto di nomi e indirizzi email dei clienti, ma non dei dati delle carte di credito.
«Gli attacchi informatici sono sempre stati una minaccia presente nei nostri radar, ma con l’impiego dell’intelligenza artificiale stanno diventando ancora più pericolosi», ha osservato la presidente della Bce, Christine Lagarde.


