Numerosi paesi europei hanno partecipato a un gruppo di 22 nazioni che lunedì hanno approvato una dichiarazione sugli standard e le norme globali per l’uso dell’intelligenza artificiale (AI). La riunione, tenutasi ai margini dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite questa settimana, ha visto la partecipazione di diversi governi che hanno riconosciuto le potenzialità della tecnologia AI ma hanno anche evidenziato i rischi associati al suo rapido sviluppo.
Il contesto globale
La discussione si svolge in un momento delicato, prima di una riunione tra il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il Presidente cinese Xi Jinping. Questa è l’occasione per affrontare la questione dell’intelligenza artificiale, che riguarda i principali paesi sviluppatori del settore.
La dichiarazione approvata
Il documento adottato afferma chiaramente che "l’AI deve rimanere sotto la direzione, supervisione e controllo umani". I firmatari hanno sottolineato l’importanza di creare un regime di sorveglianza globale per garantire che i rischi legati allo sviluppo rapido dell’intelligenza artificiale vengano gestiti correttamente.
I benefici e le sfide della tecnologia AI
La dichiarazione riconosce il potenziale positivo dell’AI "per migliorare le vite, avanzare la scienza e rinforzare le economie", ma ha anche avvertito che lo sviluppo veloce di modelli AI di frontiera pone rischi seri per la sicurezza se non gestiti in modo appropriato. Gli organizzatori hanno sottolineato l’importanza di affrontare questi rischi attraverso la creazione di protocolli sicuri trasparenti, inclusi test obbligatori prima del lancio e valutazioni indipendenti da parte di esperti.
La posizione della Finlandia
Alexander Stubb, il Presidente finlandese e uno dei principali organizzatori del documento, ha spiegato a POLITICO che "gli esseri umani devono essere al comando". Ha aggiunto che la creazione di un regime di sorveglianza globale è necessaria per garantire una governance efficace dell’AI. Secondo Stubb, sia gli Stati Uniti che la Cina dovrebbero partecipare a queste iniziative.
I rischi associati all’AI
Il documento non si limita a sottolineare i benefici della tecnologia AI ma mette anche l’accento sui possibili rischi. Riferendosi all’attacco cyber recente da parte di agenti AI ribelli sullo strumento Hugging Face, la dichiarazione sollecita ad "affrontare questi rischi".
La necessità di standard comuni e trasparenza
Per affrontare questi rischi, i paesi dovrebbero "ulteriormente sviluppare e coordinare standard comuni" e rafforzare la trasparenza. Inoltre, gli stati membri delle Nazioni Unite dovrebbero "costruire sulle meccaniche internazionali esistenti e sperimentare la creazione di un’istituzione internazionale" per sorvegliare l’AI.
Le sfide della governance globale
Tuttavia, il Regno Unito non ha ancora aderito alla dichiarazione. Tra i principali paesi europei, il cancelliere tedesco Friedrich Merz sostiene l’iniziativa, mentre le firme da parte di Francia, Italia e Polonia sono notevolmente assenti.
La visione a lungo termine
Alexander Stubb ha aggiunto che la creazione di una nuova istituzione simile all’Agencia Internazionale dell’Energia Atomica "entro il quadro delle Nazioni Unite" è la preferenza personale dei firmatari. Tuttavia, ha sottolineato che in considerazione della sfiducia di Trump nelle Nazioni Unite, altri meccanismi come il G7 o il G20 potrebbero essere più adatti.
Le minacce alla sicurezza globale
Stubb ha elencato tre ragioni per cui la mancanza di un controllo efficace è minacciosa: armi biologiche create dall’AI, attacchi cyber da parte di agenti AI e robot killer che usano l’AI per attacchi letali. Ha sottolineato che il lato positivo dell’AI può essere "molto più alto" — se la tecnologia viene utilizzata correttamente — variando da "l’eradicazione delle malattie, produttività e informazioni".
La discussione globale sulla governance dell’intelligenza artificiale continua a emergere come un tema di primaria importanza per la sicurezza internazionale. La partecipazione di più paesi europei è una svolta significativa in questo contesto, dimostrando l’importanza crescente della questione all’interno delle istituzioni globali.