La nuova pellicola di Nolan su l’Odissea scatena polemiche in Grecia

Di Cesare Borgia ·3 min di lettura
Punti chiave

Il nuovo film "The Odyssey", diretto da Christopher Nolan e interpretato da Matt Damon nel ruolo di re Odisseo, è un evento internazionale che ha suscitato scalpore anche nella terra di Omero. La discussione riguarda sia la fedeltà dell’adattamento alla poesia epica, sia le scelte artistiche controversie del regista britannico.

Controversia per Helen

La prima polémica è sorta intorno al personaggio di Elena d’Etolia, interpretata da Lupita Nyong’o. Secondo alcuni storici e critici greci, la scelta di un’attrice non bianca per il ruolo della donna più bella del mondo contraddice l’immagine che Omero ha tracciato nel “Cantico delle cantate”. "Nel ‘Cantico’, la descrizione fisica di Elena è molto vaga", ribatte però Lina Mendoni, ministra della Cultura greca, "lasciando aperto il campo all’immaginazione del lettore".

Sostegno governativo

La produzione ha ricevuto dallo Stato greco una sovvenzione di 6,5 milioni di euro, un contributo che ha suscitato critiche anche nell’opposizione. "È sconveniente chiedere al governo di finanziare decisioni artistiche su temi storici e culturali", si è espresso Dimitris Natsios, leader del partito ultraortodosso Niki. Il ministro della Salute Adonis Georgiadis ha dichiarato che non si oppone alle sovvenzioni ma esprime perplessità sulle scelte creative di Nolan.

Cast internazionale

Un’altra fonte di irritazione è il fatto che tra i protagonisti del film manchi un interprete greco. "Nella narrazione della storia greca, non si può ignorare la presenza dei greci", ha affermato Endy Zemenides, direttore esecutivo dell’American Hellenic Council. L’Associazione ha scritto una lettera aperta al regista e alla produzione del film per evidenziare l’assenza di attori greci nel cast.

Risposta internazionale

Il dibattito ha suscitato reazioni anche all’estero. Elon Musk ha scherzato su Twitter: "Christopher Nolan ha profanato Omero e si è inginocchiato davanti alle regole del ‘woke’ per vincere un Oscar". La sua ironia, sebbene inopportuna, riassume le critiche che il film sta ricevendo da parte di coloro che temono una distortione della cultura greca.

Interesse dei teatri greci

Il film ha già attirato lunghe code nelle sale cinematografiche e nei negozi di libri. In Grecia, dove gli studenti imparano l’epopea omerica fin dalla settima elementare, la discussione intorno all’adattamento è frequente e accesa. Anche se i greci sono orgogliosi che il loro patrimonio culturale ottenga un riconoscimento internazionale, molti temono che Nolan stia sfruttando una parte importante della storia senza rispetto.

Discussione sulla libertà artistica

Il dibattito su “The Odyssey” è anche una discussione sulla libertà creativa. I sostenitori sostengono che gli epici greci sono parte del patrimonio culturale occidentale e appartengono a tutti, mentre i critici temono che la loro essenza sia compromessa da interpretazioni troppo libere.

Il film di Nolan è destinato a essere un successo mondiale. Ma per molti greci, l’adattamento del mito omericano rimane una sfida: come conciliare rispetto per la storia antica con libertà creativa? Il dibattito attorno alla proiezione di “The Odyssey” è solo un esempio più ampio dei dilemmi che affronta il mondo culturale moderno.

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