Bufera su Agostino Ghiglia: dopo l’inchiesta di Report, Pd e M5S chiedono dimissioni e chiarezza sul ruolo di Fratelli d’Italia

Di Cesare Borgia ·4 min di lettura

L’inchiesta andata in onda nell’ultima puntata di Report ha scatenato un vero e proprio terremoto politico. Il programma di Sigfrido Ranucci, trasmesso su Rai 3, ha infatti rivelato che Agostino Ghiglia, componente del Garante per la Privacy, avrebbe incontrato nella sede di Fratelli d’Italia alcune figure di partito proprio alla vigilia della multa inflitta alla trasmissione stessa per l’inchiesta sul ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. Un dettaglio che ha immediatamente acceso il dibattito politico e alimentato dubbi sull’indipendenza dell’Autorità garante.

La puntata ha registrato un boom di ascolti, con 1,7 milioni di telespettatori e uno share del 9,7%, segno che l’interesse pubblico intorno alla vicenda è altissimo. Ma se il successo televisivo è stato evidente, sul piano politico la tempesta è appena cominciata.

L’opposizione all’attacco: “Authority delegittimata, serve un passo indietro”

Le reazioni non si sono fatte attendere. Dal Partito Democratico arriva una richiesta netta: dimissioni immediate non solo di Ghiglia, ma dell’intera Autorità. In una nota ufficiale, i membri del Pd nella Commissione di Vigilanza Rai hanno espresso indignazione per quanto emerso:

“È ormai evidente che la credibilità e l’autonomia dell’attuale governance del Garante della Privacy sono venute meno – affermano –. La gestione dell’Autorità appare segnata da scelte condizionate da logiche politiche e da decisioni che rispondono più agli interessi di partito che a quelli dei cittadini.”

Parole durissime, accompagnate dalla richiesta di “un gesto di responsabilità e trasparenza” da parte di chi ricopre ruoli chiave nell’istituzione. Secondo i democratici, l’episodio rappresenta “un colpo durissimo alla fiducia dei cittadini nelle istituzioni di garanzia, che dovrebbero essere indipendenti da ogni influenza politica”.

Il Movimento 5 Stelle: “Arianna Meloni rompa il silenzio”

Anche il Movimento 5 Stelle ha alzato i toni, chiedendo non solo le dimissioni di Ghiglia ma anche un chiarimento da parte di Arianna Meloni, sorella della premier e figura di spicco di Fratelli d’Italia. I pentastellati si domandano perché non abbia ancora preso posizione sulla vicenda.

“Come fa Arianna Meloni a continuare a tacere? – attaccano i parlamentari del M5S –. Non sente il dovere di spiegare cosa si è detto durante quell’incontro con Ghiglia nella sede del partito, proprio il giorno prima della sanzione a Report? È arrivato il momento di fare chiarezza su rapporti e intrecci che minano la credibilità delle istituzioni.”

Il Movimento parla apertamente di un “filo nero” che collegherebbe ambienti politici e istituzioni di controllo, chiedendo l’apertura di un’indagine parlamentare per accertare eventuali pressioni o interferenze.

Il caso politico si allarga

Il caso Ghiglia sta diventando rapidamente un nodo politico di primo piano, con possibili ricadute anche sul governo. Fratelli d’Italia per ora non ha commentato ufficialmente, ma fonti interne al partito definiscono la ricostruzione di Report “parziale e distorta”. Tuttavia, il silenzio della maggioranza viene letto dall’opposizione come un segnale di imbarazzo.

Secondo diversi osservatori, la questione tocca un punto particolarmente sensibile: l’indipendenza delle autorità di garanzia, un pilastro dello Stato democratico. Se confermato, l’incontro tra un membro del Garante e una figura di partito a ridosso di una decisione ufficiale potrebbe rappresentare una grave violazione del principio di terzietà.

Il peso di Report nel dibattito pubblico

Nel frattempo, il programma di Sigfrido Ranucci continua a imporsi come uno dei più seguiti e discussi della Rai. L’ultima puntata non solo ha ottenuto numeri record, ma ha riacceso il dibattito sul ruolo del giornalismo d’inchiesta nel Paese. Report aveva già indagato sui rapporti tra politica e potere amministrativo, ma questa volta la questione tocca direttamente l’Autorità garante della privacy, un’istituzione che dovrebbe essere al di sopra di ogni sospetto.

Una crisi di fiducia che rischia di allargarsi

Mentre l’opposizione chiede chiarezza e trasparenza, il governo sceglie la linea della prudenza, ma la vicenda rischia di trasformarsi in un nuovo fronte di scontro politico e istituzionale. L’episodio, unito al crescente clamore mediatico, mette in discussione non solo l’imparzialità del Garante, ma anche la percezione di indipendenza delle istituzioni italiane.

In attesa di chiarimenti ufficiali, resta un dato inconfutabile: la fiducia dell’opinione pubblica è scossa, e il caso Ghiglia rischia di diventare uno dei simboli più controversi del rapporto tra politica e potere in Italia.

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