Tragedia a Piavon di Oderzo: bus scolastico si scontra con un SUV, morto un 85enne senza patente valida

Di Vincenzo Ottoboni ·3 min di lettura

Un grave incidente stradale ha sconvolto la tranquillità del Trevigiano nella prima mattina del 29 ottobre. A Piavon di Oderzo, lungo via Maggiore, un autobus carico di studenti diretti alle scuole di Oderzo si è scontrato frontalmente con un SUV, causando la morte del conducente dell’auto, un uomo di 85 anni. Le prime ricostruzioni rivelano un dettaglio drammatico: l’anziano stava guidando con la patente scaduta da agosto e non più rinnovata per mancanza dei requisiti medici.

L’impatto è avvenuto intorno alle 7:30, dopo una curva particolarmente insidiosa. Secondo quanto emerso dalle indagini dei Carabinieri di Cessalto, il SUV avrebbe invaso la corsia opposta, colpendo in pieno l’autobus dell’azienda di trasporti Atvo, che stava trasportando una cinquantina di studenti provenienti da San Donà di Piave, Torre di Mosto e San Stino di Livenza. L’autista del mezzo pubblico ha tentato di evitare lo scontro, ma la collisione è stata inevitabile.

La violenza dell’urto ha fatto finire entrambi i veicoli fuori strada: l’auto si è accartocciata, mentre il bus, sbilanciandosi, è precipitato lateralmente in un fossato. In quei momenti concitati, l’autista del bus ha dimostrato grande sangue freddo: pur ferito e sotto shock, ha fatto evacuare immediatamente tutti i ragazzi, guidandoli verso l’uscita di sicurezza situata sul tetto del mezzo. Solo dopo essersi assicurato che tutti fossero fuori, ha accettato di ricevere i soccorsi.

Sul posto sono intervenuti in pochi minuti i Vigili del Fuoco di Motta di Livenza, supportati da un team di Treviso, insieme a diverse ambulanze, un elicottero del Suem 118 e le forze dell’ordine. Per il conducente del SUV, Germano De Luca, 85 anni, residente a Fregona, non c’è stato nulla da fare: è morto sul colpo, intrappolato tra le lamiere del veicolo.

Il bilancio tra i passeggeri del bus parla di almeno quindici ragazzi trasportati in ospedale per accertamenti: cinque con contusioni più evidenti, gli altri per shock e lievi traumi. Fortunatamente, nessuno è in pericolo di vita. Anche l’autista, un quarantenne di San Donà con oltre diciotto anni di esperienza, è stato ricoverato e poi dimesso. Dalla direzione dell’Atvo è arrivato un messaggio di ringraziamento per il suo comportamento esemplare: “Ha mantenuto il controllo in una situazione drammatica e ha pensato prima di tutto ai ragazzi”.

Le indagini sono ora concentrate sulla dinamica esatta del sinistro. I Carabinieri hanno posto sotto sequestro entrambi i veicoli e stanno analizzando i rilievi per capire se l’anziano conducente abbia perso il controllo a causa di un malore o di una distrazione. Resta il nodo della patente scaduta: secondo quanto appreso, la licenza di guida era stata sospesa a metà ottobre, dopo il mancato rinnovo per motivi di salute.

La tragedia ha riacceso il dibattito sulla sicurezza stradale e sulla necessità di controlli più rigorosi per chi continua a guidare in età avanzata senza i requisiti previsti. Molti residenti della zona hanno espresso cordoglio per la vittima, ma anche preoccupazione per l’incolumità degli studenti che ogni giorno viaggiano su quella tratta, spesso trafficata e stretta in diversi tratti.

Intanto, le famiglie dei ragazzi coinvolti hanno potuto riabbracciare i propri figli, ancora scossi ma salvi grazie al sangue freddo dell’autista. Il giorno dopo l’incidente, la corsa è stata sostituita da un altro mezzo Atvo, mentre i tecnici lavorano per rimuovere il bus finito nel fossato.

Un episodio che lascia il segno e riporta alla luce un tema troppo spesso ignorato: la fragilità della sicurezza sulle strade e la necessità di prevenire, anche attraverso controlli severi, tragedie che si sarebbero potute evitare.

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