Crisi politica in Francia: il governo Lecornu bis tenta il salvataggio con volti tecnici e societari
Il nuovo esecutivo, soprannominato “Lecornu bis”, è riuscito a formare una squadra di ministri, un risultato non da poco considerando le difficoltà incontrate nei giorni precedenti. Alcuni volti freschi della società civile hanno fatto il loro ingresso, mentre i rappresentanti dei partiti tradizionali sono stati meno numerosi. Tra le novità, la presenza di membri dei Républicains, come Rachida Dati alla Cultura, che però hanno subito provocato reazioni all’interno del partito.
In un contesto di forte instabilità politica per la Francia, il nuovo governo si configura come uno dei più tecnici mai visti nel paese, che storicamente ha spesso avuto resistenze verso questa soluzione. Sébastien Lecornu, il premier, ha dovuto affrontare immediatamente i ricordi del precedente fallimento dell’esecutivo formato e dissolto in breve tempo. Questa volta, però, si è mosso rapidamente, ottenendo l’approvazione del presidente Macron prima della sua partenza per l’Egitto.
Con l’obiettivo primario di presentare il bilancio prima della scadenza del 31 dicembre, questo governo ha una durata limitata nel tempo, ma sufficiente per permettere al Parlamento di analizzarlo nei 70 giorni previsti dalla Costituzione francese. Tuttavia, le mozioni di censura da parte delle forze politiche più estreme, come il Rassemblement national e la France insoumise, potrebbero complicare la situazione.
Inoltre, la sinistra moderata potrebbe aumentare la pressione se non otterrà garanzie sulla riforma delle pensioni. Olivier Faure, leader socialista, ha già minacciato di opporsi al governo Lecornu in caso di insoddisfazione, il che potrebbe portare a un ulteriore scossone politico con elezioni anticipate.
Un segnale di stabilizzazione arriva dalla sostituzione di Bruno Retailleau, che aveva in precedenza ostacolato la formazione del governo, con Laurent Nuñez come ministro dell’Interno. Fra i tecnici, spicca Jean-Pierre Farandou, ex presidente delle ferrovie, che potrebbe mediare con i sindacati sulla delicata questione delle pensioni. Monique Barbut, presidente del WWF Francia, è stata scelta per guidare il Ministero della Transizione Ecologica, riflettendo un’attenzione rinnovata alle problematiche ambientali.
Infine, per il Ministero dell’Economia e delle Finanze, è stato scelto Roland Lescure, considerato un macronista di lunga data e critico delle misure fiscali estreme proposte dalla sinistra. La sua nomina ha già suscitato reazioni contrastanti, come dimostra il commento laconico ma significativo del socialista Faure sui social media. In conclusione, il nuovo governo si trova di fronte a una prova di resistenza, con la speranza di superare le sfide imminenti.


