La Flotilla Global Sumud si avvicina a Gaza: tensioni tra attivisti e autorità israeliane

Di Cesare Borgia ·2 min di lettura

La Global Sumud Flotilla è un’iniziativa che coinvolge attivisti, giornalisti, avvocati e artisti provenienti da 44 nazioni, che hanno imbarcato una quarantina di navi di piccole e medie dimensioni. L’obiettivo principale è quello di sfidare e rompere il blocco navale imposto su Gaza. La missione prevede di arrivare vicino alla Striscia il 1° ottobre. Tuttavia, Israele ha avvertito che i partecipanti alla spedizione Sumud, il cui nome significa “resilienza” in arabo, saranno considerati alla stregua di terroristi e sottoposti ad arresto.

Il diritto internazionale diventa un tema centrale in questa situazione, con numerosi appelli e dichiarazioni da varie parti. Arturo Scotto, membro del Partito Democratico a bordo di una delle imbarcazioni, ha sottolineato come la Flotilla si sia avvicinata più che mai a Gaza, arrivando a sole 75 miglia di distanza. Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi e Sinistra ha criticato l’atteggiamento del governo italiano, evidenziando la necessità di richiedere a Israele di fermarsi. Secondo Fratoianni, l’intervento israeliano rappresenterebbe un atto di pirateria e terrorismo internazionale, con la Flotilla che opera nel rispetto delle normative internazionali.

La tensione è accresciuta anche dalle dichiarazioni provenienti da altri governi europei. Il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, ha esortato la Flotilla a consegnare gli aiuti attraverso porti sicuri alternativi, menzionando appelli simili provenienti da Spagna, Italia e Grecia. Inoltre, il premier svedese Ulf Kristersson ha invitato gli attivisti svedesi, tra cui Greta Thunberg, a rientrare a casa.

Dall’Italia, la portavoce della delegazione italiana della Global Sumud Flotilla, Maria Elena Delia, ha difeso l’iniziativa, ridicolizzando le affermazioni di presunti legami con Hamas e ribadendo che gli attivisti non accetteranno la violazione dei loro diritti in acque internazionali. Secondo Delia, è inaccettabile che le regole cambino quando si tratta di Israele.

In questo contesto complesso, il premier Giorgia Meloni ha espresso preoccupazione per le conseguenze della Flotilla, sottolineando che l’iniziativa rischia di compromettere il processo di pace. Meloni ha sottolineato l’importanza di esercitare responsabilità e pazienza durante i negoziati di pace per alleviare le sofferenze del popolo palestinese, esprimendo dubbi che queste sofferenze siano la vera priorità della missione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *