Ursula von der Leyen ha sorpreso Bruxelles proponendo che il Canada diventi membro associato dell’Unione europea. La presidente della Commissione europea lo ha detto nel discorso sullo stato dell’Unione del 2026. La presidente del Parlamento europeo, la maltese Roberta Metsola, ha subito raccolto l’idea. Metsola appartiene allo stesso partito di centrodestra di von der Leyen e ha indicato come possibili candidati anche l’Australia e la Nuova Zelanda, Paesi del Commonwealth come Malta e il Canada.
La categoria di membro associato però non esiste ancora. Secondo Politico è un concetto politico senza valore giuridico, per ora solo uno slogan. La proposta va letta come un invito a disegnare un nuovo accordo con i partner di fiducia: più profondo di un accordo di libero scambio e meno impegnativo dell’adesione piena. Potrebbe riguardare commercio, difesa, energia, intelligenza artificiale, ricerca e istruzione.
Il modello più vicino è lo Spazio economico europeo, che lega i 27 Paesi dell’Ue a Islanda, Liechtenstein e Norvegia. I tre Paesi accedono al mercato unico, con la libera circolazione di merci, servizi, capitali e persone. In cambio devono recepire le nuove regole europee nel proprio ordinamento. Il vantaggio è l’accesso a 450 milioni di consumatori, quasi 500 milioni se entrasse il Canada. Il prezzo è la perdita della libertà di legiferare secondo le scelte nazionali.
Questi Paesi subiscono le regole senza scriverle. I loro funzionari partecipano ai gruppi di esperti e commentano le proposte di legge, ma non hanno voto né influenza formale sulle decisioni. Lo Spazio economico europeo esclude inoltre l’unione doganale, la politica commerciale comune, le politiche agricola e della pesca, gran parte della cooperazione su giustizia e affari interni, la politica estera e di sicurezza, il fisco e l’euro.
I tempi sono incerti perché non ci sono precedenti. Ai Paesi che entrano nell’Ue servono in media nove anni per soddisfare i requisiti. Ai membri dello Spazio economico europeo ne servirono circa quattro dall’idea all’attuazione.
Per Ottawa o Canberra servirebbe un trattato su misura. Potrebbe riprendere lo scambio alla base dello Spazio economico europeo, cioè l’accesso a parti del mercato unico in cambio dell’adozione di regole comuni, di controlli e di contributi finanziari. Potrebbe però anche essere più limitato. Giovedì Mark Carney ha parlato al Parlamento europeo e ha indicato le sue priorità: energia, appalti per la difesa, intelligenza artificiale, spazio, commercio digitale ed Erasmus+.
Secondo Politico, quell’elenco fa pensare a una partecipazione al mercato unico per settori e non completa. La base giuridica esiste già: l’articolo 217 del Trattato sul funzionamento dell’Ue consente accordi di associazione con Paesi terzi.
Restano i rischi politici, interni ed esterni. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato nuove barriere commerciali contro l’Ue e il Canada se i due si avvicineranno. Trump ha messo in guardia contro quello che considera un "atto ostile".


