Giustizia chiede alla Corte Suprema di sospendere provvedimento sulla posta elettorale

Di Alessandro Torrisi ·3 min di lettura
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Il Dipartimento della Giustizia ha presentato una richiesta al tribunale per ottenere un’immobilità amministrativa che consenta preparativi immediati per le elezioni del novembre prossimo. La richiesta è stata sollevata dopo che un tribunale federale d’appello ha sostenuto una precedente decisione di bloccare gran parte dell’ordine esecutivo firmato dal presidente Trump in marzo.

L’ordine presidenziale contro la posta elettorale

Il decreto, emanato da Donald Trump, richiede alla Poste degli Stati Uniti di limitare la consegna delle schede elettorali per corrispondenza negli stati che non forniscono una lista di votanti eleggibili. L’ordine impone inoltre al Dipartimento della Sicurezza Interna e all’amministrazione Social Security di creare un elenco di votanti assenti verificati, a cui la posta dovrebbe fare riferimento durante la consegna delle schede.

Decisioni contrarie alla volontà del governo

In giugno, un giudice federale in Massachusetts ha bloccato l’ordine, sostenendo che il suo timing rendeva impossibile per le Poste proporre una tale regolamentazione attraverso i canali appropriati e non dava al Congresso la possibilità di esprimere il proprio parere. L’amministrazione Trump ha appuntato quella decisione, ma è stata respinta dal Tribunale della Prima Circoscrizione.

Chiedono un’immobilità amministrativa

Ora l’amministrazione sta chiedendo un’immobilità amministrativa in attesa del risolversi di questa appello o qualsiasi procedura che possa essere avviata davanti alla Corte Suprema.

La rilevanza per le elezioni di novembre

Il procuratore generale D. John Sauer sostiene nel ricorso che l’ordinanza impedisce all’amministrazione del presidente di esercitare il suo controllo sulle agenzie governative, tra cui le Poste degli Stati Uniti.

"Ogni giorno in cui le agenzie non possono prendere misure per attuare l’Ordine Esecutivo relativamente alle elezioni di novembre 2026 rende meno probabile che possano implementare qualsiasi elenco o regole che storicamente potrebbero essere finalizzate — anche se otterranno un appello", afferma il ricorso.

Ambizioni elettorali del presidente Trump

L’ordine esecutivo rappresenta solo una parte delle ambizioni di Trump per riformare la sicurezza elettorale e la votazione tramite posta. Il presidente ha continuato a sostenere che la votazione per posta porta a frodi elettorali su larga scala, nonostante l’assenza di prove concrete.

Il progetto SAVE America Act

Trump continua a promuovere il suo principale progetto sulla sicurezza delle elezioni, il SAVE America Act, che mira ad imporre restrizioni alla votazione per posta e la necessità di identificarsi al momento del voto. Il progetto ha visto poca attività sul Congresso, nonostante le pressioni crescenti da parte di Trump.

Raccomandazioni ai federali

Il presidente ha anche sollecitato l’azione diretta alle agenzie federali e forze dell’ordine, dal controllo di un’operazione get-out-the-vote in Michigan a potenziali indagini su funzionari del governo accusati di aver trattenuto documenti sull’influenza cinese nelle elezioni del 2020.

Conclusioni della National Intelligence

Un esame delle elezioni del 2020 condotto dall’Ufficio del Direttore per la Sicurezza Nazionale, completato dopo il primo mandato di Trump, ha stabilito che la Cina non aveva scelto di influenzare le elezioni. Tuttavia, un’opinione minoritaria ha notato che la Cina aveva adottato almeno alcune misure per indebolire Trump.

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